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I documenti di Ciancimino

"Il procuratore Scaglione assassinato
perché indagava su Mauro De Mauro"


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ciancimino, de mauro, delitto, Cronaca, Palermo
Il procuratore di Palermo Pietro Scaglione fu ucciso nel 1971, perché indagava sulla scomparsa del giornalista de L'Ora, Mauro de Mauro. Lo sostiene un manoscritto consegnato da Massimo Ciancimino, figlio dell'ex sindaco mafioso di Palermo, Vito, interrogato nei giorni scorsi dai pm che indagano sulla scomparsa e sull'omicidio del cronista ucciso, a Palermo, il 16 settembre del '70. Per il delitto è sotto processo davanti alla Corte di Assise - per domani era previsto l'inizio della requisitoria - il capomafia corleonese Totò Riina. Ma le rivelazioni del supertestimone, che racconta agli investigatori della trattativa tra Stato e mafia, potrebbe fare slittare la fine del processo.

Ciancimino, che all'epoca della scomparsa del giornalista aveva soltanto sette anni, ha però sentito parlare dell'omicidio dal padre. Il figlio dell'ex sindaco ha consegnato ai magistrati un documento di tre pagine, manoscritto dal genitore, in cui Vito Ciancimino, nell'analizzare l'assassinio del procuratore Scaglione, scrisse che il magistrato era stato eliminato proprio perché indagava sulla morte di De Mauro. Il documento potrebbe essere depositato, domani, agli atti del processo. Nel manoscritto, inoltre, Vito Ciancimino si lamentava del fatto che il capomafia Bernardo Provenzano, a lui vicinissimo non gli aveva mai parlato dell'omicidio De Mauro.