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Ciancimino e l'omicidio De Mauro

"Ucciso grazie a input esterni"


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L'omicidio del cronista Mauro De Mauro sarebbe il primo di una lunga serie di delitti in cui Cosa nostra avrebbe "operato" anche su input esterni. E' la rivelazione fatta dall'ex sindaco di Palermo Vito Ciancimino al figlio Massimo e riferita dal supertestimone che racconta i retroscena della trattativa tra Stato e mafia ai Pm di Palermo che per il caso De Mauro processano il boss Totò Riina. Oggi, nel giorno in cui sarebbe dovuta cominciare la requisitoria del pubblico ministero, il magistrato ha chiesto alla Corte di Assise di depositare il verbale di interrogatorio reso da Massimo Ciancimino alla Procura l'8 ottobre, di sentire in aula il testimone e di acquisire agli atti il manoscritto di Don Vito in cui il politico corleonese definisce l'omicidio De Mauro come una sorta di spartiacque, il primo di una serie di delitti fatti dalla mafia per assecondare "interessi esterni" ed ambienti istituzionali.

Massimo Ciancimino ha riferito che il padre avrebbe parlato dell'argomento con il procuratore di Palermo Pietro Scaglione, poi assassinato nel 1971. Il Pm ha presentato alla Corte anche un altra serie di richieste e acquisizioni probatorie documentali e testimoniali. I giudici, su istanza dei legali dell'imputato e dell'avvocato di parte civile Francesco Crescimanno, hanno concesso alle parti un termine a difesa per potere analizzare tutta la documentazione di cui la Procura ha chiesto il deposito. L'udienza è stata rinviata al 5 novembre.