Live Sicilia

La protesta

Crisi e tagli al personale
E' bufera alla Gesip


VOTA
0/5
0 voti

, Cronaca, Palermo
La Gesip continua a far parlare di sé. I lavoratori della municipalizzata che gestisce a Palermo alcuni servizi, fra cui quelli cimiteriali e la cura del verde pubblico, hanno occupato ieri la sede dell'azienda di via Maggiore Toselli. Il motivo del contendere è il piano di licenziamenti predisposto dal commissario liquidatore, Pietro Mattei. “L'amministrazione Gesip ha avviato le procedure per il licenziamento di circa 500 lavoratori”, dichiara a Livesicilia
Paolo Di Gaetano, segretario regionale Usb, “oggi sono stati convocati i sindacati, ma abbiamo rimandato al mittente la richiesta e adesso siamo qui e ci rimarremo”. L'occupazione durerà due giorni, mercoledì si sposterà per le vie di Palermo, in un corteo che partirà da Piazza Croci e arriverà fino in prefettura. E' previsto, inoltre, per le 18 di oggi un incontro in prefettura tra il sindaco Diego Cammarata e le sigle sindacali.

“L'amministrazione comunale sta cercando in maniera subdola di fare ricadere le colpe della sua gestione fallimentare sui lavoratori, per poi potere privatizzare i vari settori coperti dalla Gesip”, continua Di Gaetano, “questo è l'iter che ha scelto il nostro sindaco fantasma. Il Comune vorrebbe una realtà lavorativa sul modello delle cooperative che si occupano delle pulizie nelle pubbliche amministrazioni, con dipendenti pagati 180 euro al mese”. Ad oggi la Gesip ha debiti pari a 6 milioni di euro, con perdite mensili di circa 800 mila euro. “La soluzione che noi proponiamo”, conclude Di Gaetano, “è di internalizzare i servizi e ricollocare i lavoratori all'interno degli organici del Comune di Palermo. In questo modo si risparmierebbe sull'Iva, che ammonta a circa 12 milioni, e si taglierebbero anche le spese legate alle sedi della società (solo quella di via Maggiore Toselli costa 30 mila euro al mese). La soluzione è a portata di mano, solo che molti non hanno interesse ad agire in questa direzione, perché il business del privato è un affare che fa gola agli amici degli amici”.

L'origine del buco nei conti della Gesip - secondo i contestatori - è da cercare nella campagna elettorale che ha portato nel 2007 Diego Cammarata a Palazzo delle Aquile. “Nel 2001 l'azienda aveva 1567 dipendenti”, spiega a Livesicilia il sindacalista Mario Di Fiore di Uiltucs, “ma durante la campagna elettorale il sindaco uscente Cammarata ha puntato molto su questo gran bacino di voti che è Gesip e ha fatto assumere 455 dipendenti. Per i primi due anni il problema non si presentò perché, grazie ad alcuni sgravi fiscali che la legge ci assicura, sulla società non gravavano oneri contributivi. I patti tra i sindacati e il primo cittadino prevedevano che negli anni successivi il contratto di servizio sarebbe stato aumentato rispetto ai 58 milioni iniziali. Dopo dieci anni il contratto è ancora quello, quando dovrebbe essere portato almeno a 70 milioni. Questo ci ha condotti all'erosione del capitale sociale e al buco di bilancio attuale”. “Penso che l'incontro con l'azienda sia stata una “toccata di polso” per capire le volontà dei sindacati”, continua Di Fiore, “in realtà quello che vogliono proporci sono i cosiddetti contratti di solidarietà, ovvero una riduzione delle ore di lavoro e dello stipendio. Ipotesi improponibile per gente che guadagna già adesso meno di 1000 euro al mese”.

“Siamo tutti dipendenti a tempo indeterminato, dovrebbero garantirci i diritti essenziali dei lavoratori”, protesta Valentina Mutolo, che alla Gesip si occupa del servizio di trasporto disabili, “non possono giocare con le nostre vite in questo modo. La nostra protesta fino ad oggi è stata pacifica, ma domani e nei prossimi giorni non si sa cosa potrà succedere”.
“Se è necessario bloccheremo tutte le attività coperte dalla Gesip finché non saremo ascoltati”, gli fa eco un altro dipendente della società, Salvatore Spinelli.
Le intenzioni bellicose si avvertono anche nelle parole dei rappresentanti sindacali. “Stiamo cercando di segnalare all'azienda la presenza di una serie di siti di lavoro che non rispettano le norme di sicurezza imposte dalla legge 626”, dice Gianluca Colombino, segretario confederale di Cisal, “domani mattina (ogg, ndr) i rappresentanti sindacali per la sicurezza dei lavoratori andranno lì per verificare le condizioni igenico sanitarie. Tra questi luoghi ci sono anche i cimiteri palermitani, dove ci sono state segnalate gravi mancanze. Non vorremmo che proprio alla vigilia del 2 novembre non si potessero effettuare i servizi di pulizia necessari... La Gesip quindi dovrebbe quanto meno cercare di mantenere un dialogo aperto, se non vuole vedere una città paralizzata”.