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Ripreso il processo alla sorellastra

Denise, un mistero lungo sei anni


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denise, mazara, processo, scomparsa, Cronaca, Trapani
Il primo settembre 2004 a Mazara del Vallo, intorno a mezzo giorno, una bambina di poco meno di quattro anni sta giocando per strada insieme ad alcuni cuginetti davanti alla porta di casa: è questa, almeno fino ad oggi, l'ultima immagine della piccola Denise Pipitone. La bimba, che oggi compie 10 anni, quel giorno di sei anni fa scompare nel nulla, in una vicenda dai contorni misteriosi che continua a lasciare aperti angoscianti interrogativi cui cerca di dare una risposta il processo in corso al tribunale di Marsala, e che vede imputati la sorellastra della piccola, Jessica Pulizzi, chiamata a rispondere di concorso in sequestro di minorenne e il suo ex fidanzato di origine marocchina, Gaspare Ghaleb, accusato di falsa testimonianza.

Di fronte ai giudici del tribunale di Marsala nel frattempo, stamani è comparso come testimone il fratello della bimba scomparsa nel nulla. Il ragazzo ha ripercorso davanti al pm Giacomo Brandini, quel primo settembre di sei anni fa; quando fu svegliato dalle urla della nonna che non trovava più Denise. "Presi la bicicletta e andai a cercare mia sorella a casa di mia zia, ma non c'era - ha detto il giovane che all'epoca aveva 11 anni -. Poi andai al mercatino, sebbene mia sorella non ci andasse mai da sola".

Agostino Galici, 30 anni, marito di Fiorella Marino, figlia della sorella di Piera Maggio, Giacoma, è stato il secondo teste ascoltato dal tribunale di Marsala. Galici, che è caporale maggiore dell'esercito, ha ricostruito i suoi movimenti la mattina della scomparsa della piccola. E ha detto che quella mattina la portò in auto con sé, uscendo verso le 9.40 e facendo ritorno intorno alle 10.30. "Per strada - ha detto Galici - ho anche incrociato Piero Pulizzi, ma solo alcuni giorni dopo seppi che era il padre naturale di Denise. Quando sono tornato a casa, Denise è salita al primo piano e ha svegliato mia moglie. Poi, la bimba scese giù nel garage-cucina dove c'era mia nonna (Francesca Randazzo é la nonna della moglie di Galici, ndr) che preparava per il pranzo. Verso le 11.45 vennero a farci visita due cugine di mia moglie, Gina e Francesca, con i figli Leandra, di 10 anni, e Angelo, di 4. Dopo, mia nonna, davanti all'ingresso principale della nostra abitazione, mi ha chiesto se Denise era sopra a casa mia. Abbiamo iniziato a cercare, allarmandoci e poi abbiamo avvisato polizia e carabinieri".

Coinvolta nel processo è anche Anna Corona, madre di Jessica. Accantonata l'iniziale pista di un sequestro ad opera di pedofili, o di un gruppo di nomadi, e disattese le decine di segnalazioni di gente che credeva d'aver individuato la bimba in diverse parti d'Italia, le indagini degli inquirenti si sono concentrate in ambito familiare. Sotto la lente degli investigatori sono passati i travagliati rapporti tra la madre della piccola, Piera Maggio, il padre naturale di Denise, Piero Pulizzi, e l'ex moglie di quest'ultimo, Anna Corona. Una vicenda complessa, fatta di gelosie, tradimenti, minacce e vendette, nell'ambito della quale sarebbe maturata la decisione di rapire la bambina.

Intanto, proprio per oggi, nel giorno della quinta udienza del processo, a Mazara del Vallo è stata promossa la manifestazione "Insieme per Denise", organizzata da alcune associazioni onlus e dal Comune del paese in provincia di Trapani, per testimoniare la vicinanza della società civile a Piera Maggio, che da anni non smette di rivolgere ai presunti rapitori della figlia i suoi appelli, affinchè le restituiscano la bambina e la giustizia continui nel suo lavoro d'indagine.

"In tanti - ha scritto in una nota Piera Maggio - credono che Denise sia stata cercata assiduamente in questi sei anni in Italia e all'estero. Ciò non corrisponde al vero, perché la procura agisce investigando sulle dichiarazioni e sugli elementi di indagine, avvalendosi di ciò che viene eventualmente recepito da segnalazioni o dalle parole di persone informate dei fatti. Ove non vi siano questi elementi, per quanto attiva, la procura non può procedere". Piera Maggio ha quindi voluto inviare gli auguri alla bambina ricordando come "lo spazio e il tempo che ci separa non potrà mai dividerci".