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Palermo. Quattro fermi dei carabinieri

Mafia, ecco i nuovi boss
Sventato un omicidio


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I carabinieri del Comando Provinciale di Palermo e la Direzione Investigativa Antimafia hanno fermato quattro presunti capimafia dei clan palermitani di Resuttana, Tommaso Natale e Partanna Mondello accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa ed estorsione. Un'operazione che ha permesso di smagliare un vasto tessuto di Cosa nostra.  Il provvedimento, disposto dalla Dda di Palermo, nasce da un'indagine che ha consentito di individuare i nuovi vertici e l'assetto dei mandamenti mafiosi della città, rinnovati dopo gli arresti e i successi delle forze dell'ordine. A riscontro dei dati emersi dall'inchiesta anche le dichiarazioni di diversi pentiti. Il fermo, che è un provvedimento d'urgenza, si è reso necessario perché c'era il concreto pericolo, secondo l'accusa, che i quattro mafiosi fuggissero. Gran parte dei commercianti vittime del pizzo hanno ammesso le richieste degli estortori e hanno collaborato con gli investigatori fornendo ulteriori spunti di indagine.

Sventato un omicidio
Doveva essere eliminato per avere "tradito" i boss Salvatore e Sandro Lo Piccolo
ed essersi alleato con il capomafia nemico Gianni Nicchi uno dei quattro fermati dai carabinieri, la stessa scorsa notte nell'ambito di un'operazione antimafia che ha svelato nuovi vertici delle cosche palermitane. La vittima designata era Gioacchino Intravaia, (nella foto) passato tra le fila del "nemico" insieme ad altri due uomini di onore. A raccontare il progetto di omicidio agli inquirenti è stato il collaboratore di giustizia Manuel Pasta.