Live Sicilia

La protesta della scuola

"Più fondi per l'istruzione"


VOTA
0/5
0 voti

manifestazione, protesta, scuola, Cronaca, Palermo
I nomi cambiano ma i problemi restano. Almeno per adesso. Si chiamano "Studenti in movimento", si definiscono "ribelli" e non vogliono essere strumentalizzati. Questa mattina, al palazzo della Provincia hanno incontrato Giuseppe di Maggio, assessore alla Pubblica istruzione e l'assessore al Patrimonio Salvatore Cerra, per esporre i problemi delle loro scuole. "Nessuna risposta per adesso" ha riferito Vincenzo Cicero, presidente della consulta degli studenti, ma un tavolo tecnico si aprirà dagli inizi di dicembre, tra i rappresentanti di molti licei palermitani e gli assessori provinciali presenti stamattina, per proseguire il dialogo.

Erano circa duecento i ragazzi che questa mattina sono arrivati al palazzo della Provincia partendo da piazza Politeama. Qui rappresentanti delle scuole, tra cui il liceo artistico "G. Almeyda", gli istituti alberghieri "Pietro Piazza" e "Paolo Borsellino", l'I.T.C. "Francesco Ferrara", l'I.T.I. "Ettore Majorana", I.T.I.S. "Vittorio Emanuele III" e il presidente della consulta, Vincenzo Cicero hanno incontrato l'assessore provinciale all'edilizia scolastica e l'assessore alla Pubblica Istruzione. "Chiediamo più fondi per l'istruzione, chiediamo che vengano riviste le graduatorie dei lavori sulle strutture scolastiche di Palermo" dice Carmelo Terminelli, portavoce del coordinamento del movimento, e studente del Regina Margherita: "Tutt'ora – aggiunge – mancano gli edifici e siamo costretti ai doppi turni". Vogliono differenziarsi dall'Onda, movimento studentesco che due anni fa aveva portato migliaia di studenti in piazza contro il decreto Gelmini. "Vogliamo muoverci, senza essere legati a sigle di partiti o sindacati" continua Terminelli, perchè vogliono difendere i loro diritti di studenti, "qualsiasi sia il ministro" al governo.

Il coordinamento degli Studenti Medi ha commentato la scarsa partecipazione degli studenti alla manifestazione come una presa di coscienza "che dietro la sigla apparentemente apolitica “Studenti in movimento” si nascondono in realtà i militanti della Giovane Italia, organismo giovanile del partito di governo(PDL)". "Ci sono studenti tesserati di destra, studenti tesserati di sinistra e studenti che non si interessano minimamente della politica istituzionale" risponde Vincenzo Cicero. "E i ragazzi che fanno parte di questo movimento, condividono le nostre rivendicazioni e lo fanno – conclude - mettondo da parte i loro simboli".

Il movimento, nato due anni fa, costituisce una rete tra i rappresentanti d'istituto delle varie scuole. "Stiamo manifestando anche contro il caro libri e contro il cinque in condotta"dice Giusto Arena, rappresentante dell'I.T.C. "Parlatore": "nella nostra scuola – continua - ci sono studenti non proprio tranquilli" . Del cinque in condotta, infatti, i ragazzi del movimento ne parlano come di un comportamento repressivo. E poi "mancavano docenti di materie tecniche – conclude Arena - e ci siamo ritrovati con cinque professori di topografia diversi per ogni anno". I ragazzi dell'alberghiero Paolo Borsellino, denunciano anche le condizioni igieniche della loro scuola, in cui "l'immondizia è presente in tutto il perimetro dell'istituto".