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"Stanchi di ingiustizie e interessi personali". Tre giovani del Pdl lasciano il partito


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Gabriele Vitale, gaetano canzoneri, generazione italia, giovani, Nicola Lentini, palermo, pdl, Le brevi
''Non possiamo più percorrere una strada che non ha ne sbocchi ne orizzonti a cui mirare, umiliati da continue ingiustizie compiute in ragione di interessi personali. Preferiamo accettare le sfide che altri ci pongono, di coloro i quali vogliono credere in noi e nel lavoro svolto fino ad oggi. Per questo rassegniamo le nostre dimissioni dagli incarichi ricoperti all'interno dei movimenti giovanili del Pdl''. Così Gabriele Vitale, Gaetano Canzoneri e Nicola Lentini, tre dirigenti siciliani di Giovane Italia, annunciano le loro ''dimissioni'' dagli incarichi della federazione giovanile del Pdl. In una lettera aperta, rivolta tra gli altri a Silvio Berlusconi e a Giorgia Meloni, i tre spiegano le motivazioni della loro decisione: ''Abbiamo creduto in Forza Italia, nel Suo progetto e nella rivoluzione liberale tanto declamata dalla Sua scesa in campo fino ad oggi - scrivono - Purtroppo tutto ciò è rimasto soltanto nello spirito di quel progetto e nella sua azione personale e di pochi altri''. ''L'abbiamo ritenuta il nostro leader - continua la lettera - abbiamo applaudito ai suoi discorsi e abbiamo creduto alle sue parole difendendola a spada tratta contro tutti quelli che la denigravano gratuitamente. Ma quello che leggiamo sui giornali e vediamo in tv non ci piace, è lontano da tutto quello che era nell'idea originale del movimento''. ''Siamo stanchi - è il duro commento - di sentir parlare di politici indagati senza che nessuno entri nella questione morale; di starlette, figli, amici, nipoti e amanti senza alcuna cultura e formazione politica inseriti nelle liste bloccate o nominati nei ruoli dirigenziali del movimento senior e junior. Siamo stanchi dell'assoluta mancanza di un processo democratico nella costruzione della struttura del partito che prenda forza a partire dal coinvolgimento della base. Siamo stanchi di chi dice di investire sui giovani, ma che nei fatti continua ad alimentare un sistema basato sulla gerontocrazia''.

''Il processo di fusione dei movimenti giovanili di Forza Italia e Alleanza Nazionale - è l'accusa - non si è mai concretizzato. Questa unione in molti casi si è trasformata in una guerra tra fratelli''. Un attacco poi al ''coordinatore nazionale dei giovani Francesco Pasquali''. ''Chi ha dimostrato ampiamente incapacità di fare e di produrre - scrivono - chi negli anni non ha avuto scrupoli nell'andare contro il movimento giovanile per portare avanti i propri interessi, oggi è stato premiato e nominato in ruoli di vertice di Giovane Italia''.