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Malasanità?

Tre domande a Massimo Russo



, Palermo, Politica
(rp) Gentile Assessore Massimo Russo.

Il rapporto della Commissione Parlamentare presieduta da Leoluca Orlando è un rospo difficile da inghiottire. La Sicilia – come viene denunciata – ai vertici della malasanità è uno scacco tremendo per un uomo dal piglio riformista. Infatti, oggi, su “Repubblica”, la sua reazione è perlomeno indignata. Leggiamo a saltare: “Nessuna distinzione tra denunce e casi accertati. E' un attacco politico che dimostra una cultura giustizialista, molte situazioni sono sotto esame”. Lei si difende e contrattacca: “Stiamo lavorando per migliorare il sistema”.

Come lei sa, assessore, l'impressione dopo un incontro con lei in redazione è stata buona. Abbiamo creduto alla sua buonafede e continuiamo a darla per scontata, come il suo impegno. Tuttavia di pensieri onesti è sovente lastricata la strada che conduce all'inferno. Vorremmo che rispondesse a tre domande.

1 Perché mettere in mezzo il giustizialismo? Formulato da lei, che è magistrato e sa quanto possa essere strumentale un'accusa del genere, è un pensiero che somiglia a una caduta di stile.

2 Chi avrebbe interesse a muovere un attacco politico alla Sanità siciliana e perché?

3 Con tutti i risultati che lei rivendica, non si sfugge al fatto centrale. La Sanità siciliana è ancora lontana da standard comuni di efficienza e civiltà. E' un'esperienza che qualsiasi utente è in grado di raccontare. Quanto dovremo aspettare, assessore, per il suo rilancio? Per dirla con Battiato: perché la primavera intanto tarda ad arrivare?