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La critica della Fp Cgil

"Dirigenti lottizzati, norme mai applicate
Il governo regionale è un pacco vuoto"


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cgil, dirigenti, funzione pubblica, rotazione, Cronaca, Palermo
Un pacco dono ben confezionato, ma assolutamente inconsistente. Cosi’ il segretario della Fp Cgil siciliana, Michele Palazzotto, definisce il governo regionale.
“Nelle varie formulazioni dell’esecutivo – spiega il sindacalista nel corso di una conferenza stampa indetta per fare il punto su ‘La dirigenza al tempo di Lombardo’– la squadra degli assessori è migliorata, abbiamo appoggiato e giudichiamo favorevolmente alcune delle leggi varate come quella sui rifiuti o la riorganizzazione del sistema sanitario. Il problema però è tutto il resto: dopo mesi dalla loro approvazione le leggi non vengono applicate e guardando l’organizzazione interna della Regione appare chiaro che gli incarichi dirigenziali sono frutto della lottizzazione politica”.

Proprio sulla dirigenza si concentrano le critiche della Cgil . “Il sistema delle lobby – secondo Palazzotto – ostacola l’applicazione delle leggi di riforma a causa di veti contrapposti. Si parla di trasparenza, concorsi interni, ma poi i curricula non vengono presi in considerazione e si disattende quanto previsto dalle leggi sulla trasparenza”. Un caso su tutti per il sindacato è dato dalla vicenda “legal-lavorativa” di Gioacchino Genchi e Alessandro Pellerito, dirigenti dell’assessorato regionale Territorio e Ambiente che hanno visto revocati i propri incarichi.
Una storia degna di una novella di Pirandello quella ricostruita dallo stesso Genchi: estromessi dal lavoro, reintegrati e poi nuovamente al bando.

“Ogni mattina – spiega Genchi - arrivo in ufficio, timbro il cartellino, vado nella stanza che mi hanno assegnato e faccio passare il tempo: leggo, mi aggiorno, studio… Non ho alcun incarico lavorativo e, ovviamente, anche la mia retribuzione è diminuita perché percepisco lo stipendio base senza indennità di incarico. Tutto comincia con il governo Cuffaro e con alcune autorizzazioni per gli inceneritori che io e il mio collega abbiamo negato. Iniziamo così a subire revoche di incarichi e sospensioni. Nel 2009 la Giunta approva la revoca dei nostri incarichi. Decisione presa anche in base a una scheda di valutazione interna del nostro operato ritenuta negativa. Valutazione però assolutamente inconsistente: non solo il punteggio riportato è superiore al minimo richiesto, ma la stessa scheda di valutazione è incompleta. Dimostrazione  che l’iter di giudizio non era mai stato concluso anche perché non era mai avvenuto il contraddittorio tra le parti previsto della norme del settore. Sempre nel 2009 presentiamo ricorso e sia all’ufficio legale della Regione sia il Consiglio di giustizia amministrativo ci danno ragione. Arriviamo così al luglio del 2009 quando il presidente Lombardo firma un decreto con il quale accoglie il nostro ricorso e annulla la revoca dell’incarico. Tutto lasciava presupporre il pieno reintegro e invece nel giugno del 2010  una nuova delibera ‘rispolvera’ le decisioni precedenti e ci mette nuovamente al bando”.

Per Palazzotto “si tratta di un caso di ‘malaburocrazia’. Dimostra che la Regione vuole una burocrazia protesi del potere politico, che risponda alle lobby, ed emargina chi agisce liberamente”.

Tra delibere, polemiche e ricorsi il tempo passa e la prossima”puntata” è prevista per il 13 dicembre prossimo data fissata dal giudice del lavoro per il contraddittorio tra le parti. Nel frattempo Genchi ribadisce che continuerà ad andare in ufficio mentre Pellerito , attualmente in aspettativa, preferisce non varcare i cancelli dell’assessorato e cercare lavoro all’estero.