Minaccia di darsi fuoco | I vigili urbani lo bloccano - Live Sicilia

Minaccia di darsi fuoco | I vigili urbani lo bloccano

Stavolta è un palermitano
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Una nuova polemica si abbatte sulla polizia municipale palermitana. A quasi una settimana dalla morte di Nourredine Adnane, l’ambulante marocchino che si è dato fuoco per protestare contro il sequestro della sua merce da parte dei vigili, stamattina un altro uomo ha minacciato di darsi alle fiamme, all’interno del comando della polizia municipale di via Dogali, a Palermo. Questa volta si tratta di un palermitano di 51 anni, ma anche in questo caso alla base del gesto ci sarebbe il sequestro della merce da parte delle polizia municipale.

“Occorre fare piena luce su eventuali responsabilità che stanno esasperando il clima a Palermo tra ambulanti e corpo dei vigili urbani – dichiara Davide Faraone, consigliere comunale del Partito democratico – C’è un clima pesante per tanti agenti che fanno il loro dovere con correttezza e responsabilità”. “La morte dell’ambulante marocchino e i fatti di oggi necessitano di una verifica sulla gestione del corpo di polizia municipale – continua Faraone – Qualora le verifiche amministrative e, nel caso giudiziarie, dovessero dimostrare responsabilità, auspico la rimozione dei vertici”.

Contrariamente a quanto successo nel caso di Noureddine, questa volta l’uomo è stato fermato in tempo. “Pietro D. M. si è presentato questa mattina davanti l’ingresso del comando – spiega la polizia municipale – in evidente stato di agitazione ed emanando un acre odore di benzina”. L’uomo sarebbe stato dissuaso dalla volontà di darsi fuoco e portato negli uffici del vice comandante Vincenzo Messina, dove è stato spogliato dei vestiti intrisi del liquido e visitato dal personale medico allertato dagli stessi vigili. “Abbiamo accertato che al venditore ambulante era stato sequestrato il furgone che usava per la somministrazione di alimenti e bevande nel luglio 2010, in piazza Magione, perché privo dell’autorizzazione per il commercio ambulante a posto fisso – spiega Messina – In quell’occasione affidammo il furgone in custodia a lui stesso. Ma lo scorso novembre, a seguito di alcuni controlli, i nostri agenti hanno individuato nuovamente in attività il mezzo, stavolta a piazza Sant’Anna, e così è scattata la denuncia all’autorità giudiziaria per la violazione dei sigilli”.


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