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La protesta

"Riprendiamoci Capo Gallo"


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capo gallo, protesta, Cronaca
Cinquanta centesimi per i pedoni, un euro se si entra in bici, due se si cavalca una moto e così via fino ai dieci euro che pagano coloro che in caravan vogliono accedere alla riserva di Capo Gallo. Una tassa che non va più giù a quanti considerano la riserva un bene di tutti.

Così la pagina "No al pizzo a Capo Gallo", è riuscita ad ottenere circa 4 mila adesioni in pochissimo tempo, contro quel ticket che la famiglia Vassallo proprietaria dell'ingresso, ha posto verso chiunque voglia arrivare alla riserva. Tutto è iniziato quando alcuni universitari si sono visti costretti, per arrivare a Capo Gallo senza pagare, a dover attreversare gli scogli. Rientrati a casa, hanno riversato sulla rete la loro "indignazione". E visto il largo numero di adesioni gli ideatori di questo comitato spontaneo, hanno lanciato sul social network un sit-in di protesta. Si sono dati appuntamento questa domenica alle 10:30, in una zona "neutra", l'area di sosta degli autobus, di fronte allo stabilimento "La Torre", con tutta l'intenzione di "rimanere nell'ambito della legalità".

Il problema però potrebbe essere risolto solo dal Comune. La famiglia Vassallo chiede una tassa sul passaggio in virtù di una proprietà la cui appartenenza alla famiglia è sancita anche da una sentenza passata in giudicato. L''unico modo per rendere pubblica quest'area sarebbe un'esproprio da parte del Comune, che non è mai avvenuto.