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Parla Cardella

"Io, Francesco, sono disperato
Ma voglio ringraziare tutti"


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francesco cardella, palermo, paola, Cronaca
"Voglio ringraziare tutti. Ringrazio i giornalisti di Livesicilia e di Repubblica. Ringrazio i lettori che mi hanno sostenuto. Ringrazio quelli che mi hanno scritto in carcere per confortarmi". La voce di
Francesco Cardella noi non la sentiamo. Ma per noi l'ha ascoltata il suo legale, l'avvocato Rosa Maria Salemi. Francesco ha perso le figlie, Lucia e Patrizia, in un tremendo viaggio di ritorno da Paola a Palermo, dopo un colloquio mancato in una sala dell'istituto penitenziario calabrese. Romina Marceca di 'Repubblica' ha scritto una prima intervista ad Antonella Laurendino, la compagna sopravvissuta. Noi abbiamo martellato su un chiodo, incessantemente. Alla fine di una serrata battaglia giornalistica, il detenuto Cardella ha ottenuto il trasferimento nella sua città. Era il nostro scopo: che potesse scontare il residuo di pena al Pagliarelli, per avvertire il calore della donna che ama e dei suoi familiari. Non mitiga il dolore, ma almeno la distanza non lo accresce. L'avvocato Salemi descrive un uomo distrutto e allucinato che ha perso dieci chili. Ecco la sua voce, il grido di un ragazzo annientato, per interposto ascolto. Abbiamo attaccato il racconto dell'avvocato al volto smagrito di Cardella, immaginando il suono delle sue parole.

Francesco, cosa vuoi dirci?
"Grazie a tutti. La solidarietà che ho ricevuto è stata un segno importante".

Non ti chiediamo come stai.
"Vado avanti per Antonella. L'altro giorno ho potuto abbracciarla. Non abbiamo parlato. Ci siamo solo guardati negli occhi. Antonella è l'unica ragione che mi tiene in vita".

Come sei stato trattato in carcere?
"Benissimo, sia qui che a Paola. Con grande umanità e sensibilità.  Gli agenti e gli educatori mi sono stati al fianco. Mi hanno consolato. Li abbraccio".

Un ringraziamento in particolare?
"A un'educatrice catanese".

Le tue figlie sono morte senza vederti.
"Non è colpa del personale. Sono le regole, è la burocrazia. Sì, è colpa della burocrazia. Se ci fosse stato il comandante avrebbe permesso il colloquio come faceva sempre".

Che progetti hai per il futuro?
"Non ci penso. Sopravvivo. Solo per Antonella".