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Niente di fatto sui gazebo

Il consiglio comunale va in vacanza
E litiga pure sulla corale dei vigili



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Il consiglio comunale va in vacanza, non prima però di aver rimandato in commissione per la terza volta la delibera sui gazebo. La seduta di ieri sera, per certi versi surreale, ha sancito ancora una volta le enormi difficoltà di Sala delle Lapidi nell’affrontare le questioni più semplici o quelle su cui, almeno inizialmente, sembra esserci un accordo trasversale che poi alla fine salta.

La delibera sui gazebo, che giace in Consiglio da quasi tre anni ed è stata già rimandata due volte in commissione per ulteriori approfondimenti, sembrava essere ad un punto di svolta. Nella seduta del 21 luglio, infatti, Sala delle Lapidi aveva finalmente trovato un accordo bipartisan per rimandare in commissione il testo ed elaborare emendamenti condivisi che avrebbero permesso di approvare un regolamento che dovrebbe mettere ordine in un vero e proprio Far west, fatto di 500 gazebo abusivi, di conflitti fra uffici comunali e di violazioni al codice della strada che mettono in serio pericolo l’incolumità di chi consuma cibi o bevande in strutture erette sul manto stradale e per questo esposte a potenziali incidenti.

Dopo una riunione tecnica preparatoria, la seduta si è aperta regolarmente ma si è subito presentato un intoppo: come far decadere i vecchi emendamenti e presentare i nuovi, concordati, rispettando il regolamento d’Aula ed evitando future impugnature di un atto che scontenterà molti. A quel punto, gli uffici si sono messi al lavoro per una difficile opera di taglia e cuci e Sala delle Lapidi, scartata l’ipotesi di una sospensione, ha proseguito con la delibera per l’istituzione della corale polifonica della Polizia Municipale presente all’ordine del giorno da circa un anno. Corale che, ben inteso, di fatto già esiste ma non è mai stata regolamentata.

La delibera, in apparenza innocua, ha però provocato un accesissimo scontro della quasi maggioranza dei consiglieri con la capogruppo di Un’Altra Storia Nadia Spallitta. Urla, liti e minacce di denuncia alla Procura della Repubblica hanno scandito il passare dei minuti in un’Aula teatro del battibecco fra la Spallitta che chiedeva tempo per analizzare l’atto e approfondirlo e chi invece propendeva per procedere con i lavori. Scontro conclusosi con un nulla di fatto dal momento che, incredibilmente, ci si è accorti solo dopo che manca ancora un parere degli uffici su un emendamento della V commissione.

Ritornati ai gazebo, è andato di scena un secondo round che ha visto contrapporsi chi chiedeva un rinvio in commissione e chi invece propendeva per approvare la delibera in nottata. Bocciata una pregiudiziale presentata dalla Spallitta sul rinvio in commissione, l’Aula ha proseguito approvando cinque articoli salvo poi arenarsi sulle osservazioni di alcuni consiglieri che lamentavano la mancanza di alcuni correttivi precedentemente concordati.

Una situazione di stallo che ha spinto il presidente Alberto Campagna a convocare congiuntamente, per la prossima settimana , la I, la II e la VII commissione per la redazione del nuovo testo. “Avevo già detto più volte – ha dichiarato Campagna – che non ha senso convocare il Consiglio per non produrre nulla. Finché le commissioni, allargate anche ad altri consiglieri interessati ai lavori, non avranno raggiunto un accordo che garantisca l’approvazione della delibera, non convocherò più il Consiglio”. Difficile che gli inquilini di Piazza Pretoria possano riunirsi nuovamente prima della fine di agosto.

Infine, il consigliere dell’Idv Fabrizio Ferrandelli (nella foto) ha proposto il prelievo della mozione che istituisce il registro anagrafico delle unioni civili ma ormai il numero legale era venuto meno. Circostanza che ha scatenato la vibrante protesta di Gaetano D’Amico, presidente del comitato “Esistono i diritti”, storico radicale palermitano.