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La polemica

Caronia e Cammarata ai ferri corti
sulla videosorveglianza delle discariche



diego cammarata, marianna caronia, palermo, Cronaca
Marianna Caronia dice basta e, in polemica con il primo cittadino e il consiglio comunale, decreta lo stop al bando per la videosorveglianza delle discariche abusive. Una presa di posizione dura, ufficializzata con una nota inviata al dirigente coordinatore, Attilio Carioti, motivata “dal mancato reperimento ad oggi dei fondi necessari” che rischierebbero di rendere il progetto sperimentale “uno spreco di denaro pubblico e un danno per l’amministrazione”.

La scelta del vicesindaco è un nuovo colpo di scena nelle querelle che l’ha vista polemizzare aspramente prima con il Pdl, nelle persone del capogruppo Giulio Tantillo e del presidente del consiglio Alberto Campagna, e poi con il capogruppo del Pd, Davide Faraone, che aveva proposto una mozione di censura all’indirizzo della Caronia. Uno scontro durissimo con Sala delle Lapidi dettato dalla scelta dell’Aula di bocciare, in sede di bilancio, un emendamento da 850.000 euro che avrebbe fornito la copertura economica necessaria per proseguire il programma di videosorveglianza delle discariche abusive, terminata la fase di sperimentazione che era oggetto del bando.

La Caronia, che ha anche la delega all’Ambiente, aveva ricevuto il sostegno di Diego Cammarata e l’impegno a reperire le risorse direttamente in giunta attingendo al fondo di riserva o ad altri capitoli di spesa. Una promessa a cui non sono seguiti però i fatti, tanto da spingere l’assessore a scrivere al primo cittadino per chiedergli conferma “del reperimento delle risorse necessarie che convaliderebbero l’impegno da te più volte dichiarato in favore di una iniziativa estremamente utile e molto attesa dalla collettività”.

Conferma che però non è arrivata, inducendo il vicesindaco a bloccare la riunione della commissione che dovrebbe aggiudicare la gara. “Ho inviato questa nota – precisa la Caronia – solo dopo aver atteso inutilmente da parte del sindaco una risposta alla lettera che gli avevo inviato. Non avendo purtroppo avuto alcuna risposta, mi vedo costretta, mio malgrado, a suggerire agli uffici di bloccare tutto. Con buona pace della salute e della sicurezza dei palermitani, soprattutto di quanti si disfano dei rifiuti secondo i criteri del vivere civile”.

La fase sperimentale prevedeva l’affitto per tre mesi di 13 telecamere mobili per contrastare il fenomeno delle discariche abusive in città, al costo di 220.000 euro. Un importo considerato eccessivo dal consiglio comunale che già a febbraio aveva spinto il vicesindaco a modificare un progetto che adesso viene riposto definitivamente nel cassetto. La vicenda segna però l’ennesimo scontro fra Pid e Pdl, a meno di un anno dalle elezioni, rendendo ancor più aspro un rapporto fra alleati che negli ultimi tempi ha vissuto più di una turbolenza.