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Il testimone

"Mi ha detto: così l'ho ammazzato"


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corrao, gibellina, Cronaca, Trapani
Scuote la testa ancora incredulo, Michele La Tona, il segretario della fondazione Orestiadi, che questa mattina ha saputo per primo dell'omicidio di Ludovico Corrao, l'ex parlamentare del Pci ucciso a coltellate dal suo domestico, Saiful Islam, 21 anni del Bangladesh. E' stato lo stesso cameriere a telefonare a La Tona subito dopo il delitto, prima ancora di avvertire i carabinieri. "Mi ha chiamato Saiful dicendomi 'dottore, ho ammazzato il senatore' -racconta La
Tona all'ADNKRONOS- io gli ho subito detto 'ma cosa dici, Saiful. Non scherzare'. Ma il ragazzo mi ha risposto nel suo italiano incerto 'vero, dottore, vero, ammazzato io senatore Corrao'. A quel punto ho chiuso subito la telefonata e ho chiamato il vicepresidente della fondazione Orestiadi che cascava dalle nuvole. Salvo poi scoprire che Saiful aveva detto la verità. Non riesco ancora a crederci. Sembra un incubo".

La Tona, segretario della fondazione presieduta e creata da Ludovico Corrao parlando del giovane domestico, che prestava servizio alla fondazione da circa due anni, lo descrive come un "giovane perbene che accudiva il senatore con dedizione e amore. Ricordo che lo accompagnava ovunque, quando andava a Palermo presso l'assessorato regionale gli portava la borsa. Poi, a Gibellina, lo accudiva con molta dedizione. Non so cosa sia potuto accadere per arrivare a uccidere il senatore per cui Saiful stravedeva. Negli ultimi mesi Corrao gli aveva persino pagato di tasca propria la scuola guida per prendere la patente. Non solo, lo aveva messo in regola. Insomma, Saiful aveva trovato una seconda casa. Non so cosa sia successo questa mattina. E' incredibile, ma purtroppo è la verità".