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un BANDO PER esternalizzare il servizio

L'Ars cerca vigilanti
Scoppia la polemica



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Il caso del bando sull'esternalizzazione dei servizi di sorveglianza all'Ars scuote dal di dentro le mura di Palazzo dei Normanni.

La denuncia del deputato del Pd Pino Apprendi, che ha annunciato un'interrogazione parlamentare per far luce su questo bando, è stata preceduta, per la verità, da una nota ufficiale degli assistenti parlamentari che, come riportato nell'ultimo numero del mensile “S”, hanno puntato l'indice contro questa decisione dell'amministrazione: “La decisione di affiancare personale di ditte esterne con compiti di vigilanza anche armata - hanno scritto - ha intaccato una delle attribuzioni proprie della carriera degli Assistenti senza alcuna conoscenza della stessa ed in spregio alla prerogativa propria di tutti i Parlamenti di esclusione della forza armata all'interno delle proprie sedi”.

Ma il nodo non è solo questo. La decisione di assegnare a personale esterno il servizio di sicurezza e videosorveglianza, infatti, “cozza” con altre decisioni prese negli ultimi anni dall'Assemblea regionale che aveva individuato nel personale interno le risorse per svolgere quel lavoro.

Nella costituzione della pianta organica dell'Ars, approvata dall'Aula il 26 marzo del 2003, infatti, veniva istituita la figura degli “operatori tecnici amministrativi addetti alla sicurezza”. Questi “impiegati” dell'Ars avrebbero dovuto provvedere alla “sicurezza dei luoghi di lavoro, dei sistemi di videosorveglianza, dei sistemi di controllo degli accessi nei locali dell'Assemblea e della sicurezza delle persone nella sede di lavoro”. Insomma, esattamente le mansioni contro le quali ha preso posizione il deputato del Pd Apprendi: “Questi servizi – ha detto – fanno parte delle competenze degli assistenti parlamentari, inutile esternalizzare il servizio”. Inutile al punto che persino in tempi assai più recenti, l'Ars ha indetto un nuovo concorso interno per creare addetti alla sicurezza. Del 19 novembre 2010 infatti è la selezione per due posti di segretario parlamentare con le mansioni di addetto alla sicurezza. Un concorso che coinvolgerebbe quindi il personale degli assistenti attraverso altre due “promozioni”. Con relativa "lievitazione" del compenso.

Insomma, all'Ars il personale per occuparsi di sorveglianza e sicurezza c'è. Ed è stato creato dalla stessa amministrazione (seppur con presidenti diversi) che oggi ritiene di dover esternalizzare il servizio con la finalità di un “risparmio sui costi”.
“Ma di quale risparmio si sta parlando? - attaccano però gli assistenti parlamentari – Ci sarebbe un vero risparmio se noi venissimo licenziati, o se, almeno, attraverso dei corsi di aggiornamento venissimo impiegati in altro modo. Ma di corsi non se ne fanno da termpo e il nostro compito – aggiunge – rimane anche quello di occuparci proprio della sicurezza. Se si esternalizzasse il servizio, di fatto, l'Ars pagherebbe due volte: noi e la ditta esterna”.