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fuga da centro d'accoglienza

Pozzallo, è rivolta tra i migranti


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Una rivolta vera e propria ha messo a soqquadro il centro di accoglienza di Pozzallo e ha permesso a un cospicuo numero di migranti tunisini di darsi alla fuga per evitare il rimpatrio. I fatti sono avvenuti la scorsa notte, quando intorno alle tre, i circa cento ospiti del centro ubicato all'interno del porto della città ragusana, armati di spranghe ricavate dai letti, mattoni e altri oggetti hanno sfondato le varie porte a vetri della struttura, ferendo cinque agenti e riuscendo a scappare.

L'azione, a detta degli inquirenti, non è stata causale o frutto di tensioni interne, bensì è stata studiata e pianificata nei minimi dettagli. Infatti mentre un gruppo di migranti era impegnato a sfondare la porta principale, altri gruppi si sono occupati delle altre uscite.

I migranti, per evitare il rimpatrio, hanno iniziato a vagare per le campagne o per la strada che da Pozzallo porta a Modica e 23 di loro sono stati rintracciati a seguito della fuga, e 13 sono stati tratti in arresto identificati come “menti” della rivolta con l'accusa di devastazione, resistenza e lesioni personali aggravate.

In totale i tunisini ancora in fuga sono 55, ma il numero si sarebbe ridotto. Lo ha annunciato in una conferenza stampa, tenutasi nella questura di Ragusa, il questore Filippo Barboso alla presenza dei comandanti provinciali di Carabinieri e Guardia di Finanza.

“Ieri si è verificata una rivolta – spiega il questore – finalizzata alla fuga. A Pozzallo ci sono cittadini tunisini per i quali bisogna provvedere all'espulsione e sono lì in attesa delle pratiche che si svolgono di concerto con il consolato. Grazie ai telefonini – continua il questore – loro sanno che se vengono riconosciuti di nazionalità tunisina vengono rimpatriati e già nei giorni scorsi c'era stato un tentativo di fuga sventato dalle forze di polizia. Mentre ieri, attirando prima i nostri uomini in un settore del centro, si sono divisi nelle varie uscite”.

Il bilancio è di 5 agenti feriti, con tempi di guarigione che vanno dai 5 ai 10 giorni, e a sentire le parole del questore è andata anche bene vista la veemenza dei migranti, definiti una “marea incontenibile se mette in atto certe strategie”.

Il comandante dei Carabinieri della compagnia di Modica ha parlato di “una fuga iniziale di 69 tunisini su 104 presenze e nel corso della giornata odierna sono stati trovati altri 12 migranti fuggiti e alcuni di essi stavano tornando a piedi verso il Centro, stremati dal caldo e senza appoggi”.

Attualmente il centro è ancora devastato e viene utilizzata solo la parte che prima era riservata alle donne e il numero degli ospiti è ridotto, in attesa che finiscano i lavori per rendere di nuovo agibile l'ala danneggiata.