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tempi stretti per il rendiconto

Sala delle Lapidi, ennesimo nulla di fatto


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comune, consiglio, palermo, sala delle lapidi, Palermo, Politica
Sala delle Lapidi torna dalle vacanze ma, ancora una volta, senza concludere nulla. La seduta di ieri sera, nelle quale si sarebbe dovuto esitare il bilancio consuntivo del 2010, un mero atto formale visto che si tratta di ratificare spese già effettuate, è infatti saltata a causa dell’approvazione di una pregiudiziale motivata dall’assenza del Ragioniere generale o di un qualunque funzionario della Ragioneria. L’Aula avrà adesso otto giorni di tempo per discuterlo, a meno che non intervenga prima il commissario ad acta. Nulla di strano, almeno all’apparenza, se non fosse che proprio sulla pregiudiziale le opposizioni si sono spaccate e il centrodestra ha potuto tirare un sospiro di sollievo.

Il rendiconto, infatti, rischia di divenire un nuovo casus belli tutto interno alla maggioranza: alcuni consiglieri mal digeriscono l’idea di approvare un consuntivo che, a detta dei Revisori dei conti, presenta più di una criticità e che, di fatto, darebbe una copertura politica alle scelte prese nell’ultimo anno dall’amministrazione Cammarata, non sempre condivise dagli inquilini di Palazzo delle Aquile. Ecco perché in molti preferirebbero lasciarlo fare ad altri. La stessa giunta ha esitato l’atto solo il 12 luglio, nonostante il termine ultimo sia fissato dalla legge per la fine di aprile, costringendo la Regione alla nomina di un commissario ad acta. Il commissario ha aspettato oltre tre mesi che amministrazione e consiglio facessero il proprio dovere, fino all’ultimatum dei giorni scorsi: o il rendiconto viene approvato in tempi strettissimi oppure lo approverà lui. Di certo non una novità nella storia recente del Comune: basti pensare che lo scorso anno il commissario approvò il consuntivo 2009 solo a inizio novembre.

Ma ieri sera, dopo l’insediamento di Paolo Caracausi, il consigliere in quota Pid che ha preso il posto del neo assessore Giovanni Di Trapani andato a sostituire la dimissionaria Marianna Caronia (atto necessario per assicurare il plenum senza il quale l’Aula non avrebbe potuto esitare alcunché), sentite le relazioni dell’assessore Genco e dei Revisori dei conti, in piena discussione generale il consigliere dell’Mpa Mimmo Russo ha presentato una pregiudiziale per la singolare assenza del Ragioniere generale o di un funzionario dello stesso ufficio. La pregiudiziale è passata ma con i voti di parte dell’opposizione. Il Pd, infatti, ha votato contro convinto della possibilità di bocciare il rendiconto o di costringere il centrodestra ad abbandonare i lavori, mentre una parte dell’Idv, Un’Altra Storia e parte del Terzo Polo hanno appoggiato la pregiudiziale. Da segnalare la spaccatura dei dipietristi: su quattro presenti, due hanno votato a favore e due contro. Una frattura nel fronte delle opposizioni che potrebbe essere la prima avvisaglia dell’imminente campagna elettorale e di una competizione che metterà tutti contro tutti, anche all’interno del centrosinistra.

Il consuntivo, a detta dei Revisori, oltre ad essere discusso con incredibile e colpevole ritardo, presenta troppi debiti fuori bilancio, senza che i funzionari vengano per questo sanzionati, eccessive perdite delle società partecipate e disallineamenti dei crediti/debiti fra il Comune e le aziende che ammontano a quasi 50 milioni. I Revisori hanno segnalato anche l’incapacità dell’Ente di riscuotere a dovere le proprie entrate e debiti con le partecipate per 231 milioni, di cui 167 solo con l’Amat.

Questa mattina l’Ufficio di Presidenza si riunirà per calendarizzare le prossime sedute: il consiglio avrebbe ancora lunedì sera per approvare il rendiconto, a patto che il commissario non intervenga prima. In un caso o nell’altro, però, si preannunciano tempi duri per un’Aula che fra la corsa alle prossime elezioni e le tensioni tipiche della fine di un secondo mandato rischia di passare i prossimi mesi nell’immobilismo più totale.