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gli effetti della manovra

Palermo a un passo
dal dissesto finanziario



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Il comune di Palermo è ormai a un passo dal dissesto. Malgrado i salti mortali compiuti in occasione dell’ultimo Bilancio, in cui è stato tagliato tutto il tagliabile per far quadrare i conti di un Ente ormai sull’orlo del crac, una nuova tegola rischia di cadere sul capo del sindaco e del Consiglio Comunale. La minaccia stavolta arriva da Roma, dove il Parlamento si appresta a discutere e varare una manovra d’emergenza, imposta dai mercati e dalla crisi internazionale, che comporterà, almeno nella versione approvata dal Consiglio dei Ministri, pesantissimi tagli per Regioni, Province e Comuni.

Nonostante le proteste dell’Anci e i mal di pancia della Lega, la sforbiciata per i Comuni, per quanto alleggerita, comunque rimarrà mettendo la quinta città d’Italia seriamente nei guai. La Ragioneria generale da giorni fa i conti per capire quali conseguenze potrebbe avere la manovra sulle casse dell’amministrazione ma il risultato è sempre lo stesso: lo squilibrio del bilancio pluriennale. Niente di ufficiale, per il momento, visto che la manovra non è ancora stata approvata dalle Camere ma a Palazzo delle Aquile sanno bene che anche un taglio di 1000 euro, per come sono combinati i conti del Comune, comporterebbe lo squilibrio.

Ai primi di settembre dovrebbe arrivare il responso e se squilibrio sarà, il Consiglio Comunale avrà 30 giorni di tempo per porre rimedio: pena il dissesto e lo scioglimento dell’Aula. Una prospettiva di cui si comincia a parlare, nei corridoi di Piazza Pretoria, con sempre più preoccupazione. "In occasione dell’ultimo riequilibrio – dice un consigliere – abbiamo tagliato la Gesip, con tutte le conseguenze che si sono viste. Adesso cosa taglieremo, l’Amat o l’Amia? Sarebbe una follia".

L’approvazione del rendiconto del 2010 libererebbe circa sette milioni di euro, che nelle previsioni dovrebbero andare ai teatri cittadini (per 6,5 milioni) e ai disabili psichici (0,5 milioni). Il Ragioniere generale, però, potrebbe dirottarli per porre nuovamente in equilibrio il Bilancio ma non è detto che bastino. Una prospettiva poco rosea per il Comune, visto che anche il sindaco Cammarata potrebbe restare ancora per poco in carica. Voci di corridoio raccontano di una riunione del Pdl che avrebbe deciso di far dimettere il primo cittadino fra ottobre e novembre, per garantire una campagna elettorale serena al prossimo candidato del centrodestra che assume sempre di più la fisionomia del rettore dell’Università Roberto Lagalla. Il che comporterebbe l’invio di un commissario e l’inizio di una corsa alla poltrona da primo cittadino che promette scintille.