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Precari in lotta contro i tagli:
"A rischio seicento famiglie siciliane"


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Continuano le proteste dei precari della scuola davanti il provveditorato di via Praga. Assistenti tecnici, docenti, amministrativi e collaboratori scolastici, quasi tutti vincitori di concorsi, non demordono e promettono che le azioni di protesta seguiranno ad oltranza: "Domani ci incateneremo qui di nuovo" dicono.

Saranno stati non più di 40 questa mattina, ma sono arrabbiati. Protestano contro i tagli previsti dalla riforma Gelmini e contro quei provvedimenti che hanno assegnato i loro posti di diritto agli Lsu, come riferiscono. "Questo è stato giudicato incostituzionale anche dalla Corte Costituzionale, ma il problema di questo governo è che deroga e allunga i tempi, se ne frega delle sentenze": dice Salvatore Altadonna, tra i manifestanti.

Gioacchino Di Marco è un assistente tecnico (chi si occupa dei laboratori scolastici, ndr) e spiega: "Gli ex enti locali nel '99 dopo un semplice corso, grazie ad un provvedimento preso da Comune e Provincia, hanno preso il nostro posto senza averne i titoli. Noi così stiamo subendo i tagli triennali della Gelmini e quest'anomalia tutta palermitana". E continua: "Io ho un figlio e se quest'anno non lavorerò o andrò a rubare o farò il lavapiatti perché non saprei fare altro. Ma preferisco fare il lavapiatti."

"È una tragedia sociale - tuona ancora Altadonna - Un governo che taglia per ottimizzare il bilancio è un governo coscienzioso, un governo che taglia gli stipendi alle famiglie è criminalità organizzata. Ci sono 600 persone che non lavorano più e hanno tutte della famiglie alle spalle, alcune monoreddito".

Altadonna è un insegnante di sostegno, ci racconta che faceva l'elettricista e che è tornato sui banchi universitari per conseguire ben due lauree. Ma adesso si chiede il perché. "Sono stati tutti sacrifici inutili, miei e della mia famiglia" . È preoccupato per il futuro, il popolo della scuola: "La maggior parte di noi è sopra la cinquantina, non è più spendibile nel mondo del lavoro": interviene Giuseppe Branciforti. "Cosa faremo?".

Restano davanti il provveditorato anche per cercare di sensibilizzare i loro colleghi entrati di ruolo. "Che la mattina facciano il loro dovere e di pomeriggio siano solidali con noi" dicono in coro i manifestanti. Adesso aspettano che domani alle 14 escano le convocazioni a tempo determinato. Ma si tratta solo di 45 posti su 1240 posti in graduatoria, solo per la prima fascia. Inoltre dicono che la giunta che dovrebbe riunirsi tra venerdì e lunedì, "la Regione ha promesso- dice Altadonna- di fare un documento politico e subito dopo di aprire un tavolo tecnico per cercare una soluzione. Nel frattempo la protesta continua".