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L'attacco di Crisafulli

"Lombardo e Pd, stop all'inciucio"



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A Mirello Crisafulli l'alleanza dei democratici con Lombardo è sempre andata di traverso. L'ha ingoiata come si fa con una pillola amara, ma ogni volta che qualcosa traballa nei labili equilibrismi politici isolani, Crisafulli torna a puntare il dito: “Non si è mai trattato di una scelta coraggiosa da parte del Pd, come leggo su molti giornali. È stato sempre e solo inciucismo”. E annuncia l'ultimatum a Lupo: “Si decida il 19 settembre, non si può più rimandare. O elezioni anticipate, o referendum interno al partito”.

Senatore Crisafulli, che ne pensa dell'alleanza larga tra Pd, Terzo Polo, Idv e Sel? Si riuscirà a trovare l'accordo?
“Io sono fermo alla decisione assunta dal mio partito. Se si dovessero creare le condizioni per questo tipo d'alleanza antiberlusconiana, che non esclude la sinistra, allora può esserci confronto politico”.

Governo politico: favorevole o contrario?
“Il governo politico non è in discussione in questa fase. Oggi dobbiamo discutere di primarie ed elezioni anticipate”.

Si è parlato tanto della mappa del potere del Pd alla Regione, ma pare che nell'alta burocrazia non ci sia nessuno vicino a lei.
“Se qualcuno pensa di costruire qualcosa infilando uomini negli staff degli assessori non ha capito veramente niente di come funziona la politica”.

Qual è stato l'errore maggiore commesso dal suo partito?
“L'errore maggiore è stato sostenere un governo e non avere una strategia. Qualcuno parla di scelta coraggiosa. La scelta è inciucista e di coraggioso non ha un bel niente. Per quanto riguarda il sottoscritto, il referendum rimane in piedi. Il 19 il partito dovrà decidere se seguire la strada che abbiamo condiviso e andare alle elezioni anticipate. Altrimenti si darà il via alla mobilitazione per il referendum”.

La corsa a sindaco di Palermo è un tema caldo di questi giorni. Questa coalizione troverà una sintesi su un solo nome?
“Il meccanismo della sintesi sono le primarie e non sono più rinviabili. A questo punto bisogna subito rompere gli indugi e chiamare quanti ci stanno, per portare avanti un progetto condiviso”.

Ci dica tre punti dai quali potrebbe ripartire lo sviluppo della Sicilia.
“Spesa dei fondi comunitari, anziché pensare a come rimandarli indietro; decentramento dalle province ai comuni; e poi pensare a interventi di liberalizzazione su cui non si può più soprassedere”.

Per esempio?
“Uno su tutti, il settore della Formazione professionale”

Lombardo chiede di segnalargli gli sprechi. Ha qualche suggerimento da dargli?
“Forse se chiamasse qualche consulente esterno in meno e utilizzasse le risorse interne, qualcosa si risparmierebbe. Il punto è che Lombardo non governa. Lombardo comanda. Ed è una cosa ben diversa in politica”.