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Una bomba carta nella sede dello Iacp
Gualdani: "Non è stata una ragazzata"


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bomba carta, palermo, Cronaca, Palermo
Il boato si è sentito in molte vie del quartiere Politeama-Libertà, a Palermo. Proveniva da Borgo Vecchio, dalla sede in ristrutturazione dello Iacp. Poco prima delle 14, infatti,
una bomba carta è stata fatta esplodere in prossimità del cantiere dell'Istituto autonomo case popolari. Sul posto, le forze dell'ordine stanno facendo i rilevamenti. Non ci sono feriti.

“Cosa ne penso?, certamente non è stata una ragazzata”. Marcello Gualdani (nella foto), commissario straordinario dell'Istituto autonomo case popolari, è ancora scosso. La bomba carta è esplosa sotto la finestra del suo ufficio. “Il boato è stato tremendo - aggiunge - ho temuto il peggio”. Scosso ma anche fermo nell'analisi. Convinto che quanto accaduto sia un preciso avvertimento. “Non ci nascondiamo dietro un dito - continua -. Ci sono tanti fronti aperti. Abbiamo avviato una sfilza di controlli sulle occupazioni abusive, stiamo recuperando dei magazzini e obbligando gli assegnatari a mettersi in regola, grazie al nostro programma di catastazioni stiamo facendo emergere una realtà finora sconosciuta, insieme con Prefettura e Amap stiamo di cercando di installare i contatori”.

Insomma, la strada della legalità intrapresa allo Iacp non piace a qualcuno? “Non possiamo esserne certi, ma è lecito pensarlo”. Un avvertimento per i vertici dell'Istituto oppure per l'impresa che sta lavorando negli uffici a due passi dalla piazza del Borgo Vecchio? Anche questa ipotesi non viene esclusa. Una ditta di Catania si è aggiudicata i lavori per ristrutturare la sede dello Iacp. Cinquecento mila euro, o giù di lì, per dare vita anche a un front office che avvicini i cittadini all'istituto. Il racket si sarebbe messo di traverso? E' presto per dirlo. La bomba carta è esplosa all'interno del cantiere. Certo gli uomini del pizzo, se di questo dovesse trattarsi, avrebbero scelto un modo insolito per farsi vivi.

Ma l'impegno dell'Iacp si sta spostando anche sul versante critico dei beni confiscati alla mafia. "Domani - ha aggiunto Gualdani - invieremo una nota all'assessore regionale alle infrastrutture Pier Carmelo Russo, che presenterà in giunta. Chiederemo di impiegare i fondi per ristrutturare i beni confiscati e poterli assegnare alle famiglie meritevoli".

Sulla gravità del gesto diversamente la pensano però i lavoratori del del cantiere e soprattutto le forze dell'ordine, che hanno compiuto il sopralluogo. Non c'è paura tra gli operai: "Probabilmente l'avranno lanciata in corsa. Il botto si è sentito - dicono - ma non c'è niente, nessun danno". "Ma quale bomba carta?" ha premesso subito un agente di polizia. "Non abbiamo trovato niente perché non c'è stato niente. Probabilmente - ha concluso - è stato un grosso petardo, un allarme inutile".