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Il presidente della Regione

Alleanza con il Pd:
l'apertura di Lombardo


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(CLICCA E GUARDA IL VIDEO) La posizione “ufficiale” del Terzo polo parla di apertura ad alleanze “tra moderati, progressisti e autonomisti fin dalle prossime consultazioni elettorali”, non esclude il ricorso alle primarie e annuncia che “valuterà la possibilità di ricorrere alle elezioni anticipate in ragione dell'evolversi del quadro politico nazionale e nell'interesse della regione”.
E il concetto è ribadito dal presidente della Regione
Raffaele Lombardo, che, però, non nasconde, all'interno del Terzo polo “l'esistenza di posizioni distinte. Nel terzo polo – aggiunge – non c'è dimestichezza con le primarie. Ma non possono certamente essere respinte a priori”.

Sull'alleanza politica, Lombardo precisa come l'alleanza sia aperta “a tutti quei partiti che condividono il programma di una coalizione che oggi è vincente, visto che rappresenta i due terzi dell'assemblea regionale. Numeri che rispecchiano le preferenze dell'elettorato siciliano”. E la coalizione potrebbe iniziare a presentarsi unita già alle prossime elezioni amministrative “compresa quella per il Comune di Palermo”.
Il governatore, poi, non chiude del tutto alle elezioni anticipate. Ma lega questa decisione al quadro politico generale: “Se questa maggioranza, oggi, in base ai sondaggi, rappresentasse davvero il 60% del consenso, allora sarei il primo a dire 'andiamo al voto”.

Insomma, non saranno dei “no”, ma ogni richiesta del Pd è in qualche modo “vincolata” da altri fattori. “Il Pd si aspettava di più? Non saprei. Anche sull'eventualità di un governo politico – spiega Lombardo – da parte mia non c'è alcuna preclusione. Se si ritiene sia la strada giusta, la percorreremo. Tutti insieme. Anche gli altri partiti, come noi, Fli, Udc e Aps ovviamente avanzeranno le loro proposte”.
Ma sulla qualità dell'attuale esecutivo Lombardo precisa: “Si tratta di assessori capaci e di gente perbene. Ognuno sta facendo al meglio il proprio lavoro. Se, però, si ritiene serva qualcosa di diverso, si discuterà tra persone civili, pensando a fare il bene della coalizione, ma soprattutto della Sicilia”.

E a mantenere in piedi il governo dei tecnici sembrano intenzionati Udc e Fli: “Il Terzo polo ha detto di no al rimpasto? Come ogni cosa – dice Lombardo – bisogna parlare, discutere. Certo, se io cercassi di imporre la mia volontà, gli altri non accetterebbero il diktat e finirebbero per arroccarsi. Bisogna ragionare. Certo – conclude Lombardo – di governo politico si parla da almeno sei mesi. E non è che nel frattempo sia cascato il mondo...”.