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Fiera, attenti agli sciacalli...



fiera mediterraneo, venturi, Cronaca
La Fiera è morta. Attenti agli sciacalli prima che si avventino sul luogo con mirabilianti progetti e senza risorse, e magari pensando di trasformare una zona residenziale in un inferno con centro congressi per migliaia di persone e relative auto, ci vuole il coraggio di rilanciare in modo diverso. Palermo non può rinunciare ad essere punto di riferimento dell’interscambio nel Mediterraneo impegnando la Sicilia a guardare a Sud ed alle economie rivierasche. Una nuova Fiera per assolvere alle funzioni cui pensiamo abbisogna di una nuova allocazione, in alternativa all’attuale sede che la vede fisicamente costretta in spazi insufficienti, priva di collegamenti stradali e delle irrinunciabili infrastrutture di sostegno come i parcheggi. Anche a Milano esisteva un problema analogo, cui si è posto rimedio con un grande progetto di parziale trasferimento della “vecchia” sede.

L’idea è quindi di riproporre a Palermo il “modello Milano” secondo un percorso che per grandi linee potrebbe essere il seguente. Il Comune di Palermo potrebbe, attraverso un bando internazionale, attivare un grande progetto che si articola in tre passaggi: individuare con l’ausilio dei migliori progettisti del mondo la migliore soluzione ambientale (spazi verdi, parcheggi interni, residenze, centri commerciali, cinema, spazi congressuali, etc etc) per il riutilizzo dell’attuale zona fieristica; cedere con bando pubblico l’attuale area fieristica alla cordata di imprenditori che fornisse le massime garanzie progettuali, tecniche e finanziarie; impiegare il ricavato della cessione dell’area fieristica per realizzare la nuova sede della Fiera del Mediterraneo in zona Bandita-Romagnolo, come già previsto dal PRG. Ad integrazione della ipotesi delineata e sempre sulla scorta del “modello Milano” il Comune dovrebbe, in tempi brevi, variare la sistemazione urbanistica della zona attualmente occupata dalla fiera, fissando alcuni parametri ambientali (verde attrezzato, zone comuni, piste ciclabili, caratteristiche di costruzione, etc) per la nuova iniziativa. Si potrebbero utilizzare, inoltre, gli spazi attualmente occupati dalla contigua caserma Cascino già smantellata; il che darebbe maggiore respiro al progetto e consentirebbe la nascita di un grande parco cittadino proprio alle falde del Monte Pellegrino.

Insomma, un’operazione che apparentemente si configura di mero trasferimento della Fiera potrebbe dare vita invece, senza oneri significativi per i bilanci pubblici, ad una grande iniziativa di recupero, fruizione comune, residenziale e di potenziamento della Fiera, tale da creare lavoro, muovere opportunità di investimento ed accendere sulla Città le luci (benevole) dell’opinione pubblica internazionale.