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Parla Salvatore Burrafato

"Anche i mafiosi vogliono apparire"


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burrafato, mafia, Cronaca
Auguri, auguri a tutti”. Bandana rossa e occhiali da sole. 'U Scintulluni si mostra così al momento del suo arresto. Non è uno che ha non ha voglia di dire nulla come forse ci si aspetterebbe. Ha voglia di fare gli auguri Ninu 'u bellu, come gli piace essere chiamato, gli auguri a tutti. Ha dunque questo aspetto la mafia oggi? Cos'è cambiato dal dì in cui il mafioso caduto nelle mani delle forze dell'ordine si nascondeva il volto, con le mani, con il giornale, abbassando la testa? Forse non ha più paura? Nessuna vergogna, nessun pudore? Perfino l'arresto è il suo momento di gloria?

“I mafiosi di oggi sono uomini dei tempi che vivono”. A parlare è Salvatore Burrafato, sindaco di Termini Imerese ma soprattutto è vittima in prima persona della mafia. È figlio di Antonino Burrafato, vicebrigadiere degli agenti di custodia in servizio presso il carcere dei Cavallacci di Termini Imerese, freddato dalla mafia il 29 giugno 1982, a 49 anni per non essersi piegato ai ricatti.

“L'immagine del mafioso di oggi è figlia di questi tempi, quelli in cui 'apparire' è tutto. Un tempo i mafiosi portavano abiti di velluto pesante e la coppola storta. Almeno questo era il clichè. Oggi hanno l'ipod e la bandana rossa. Credo semplicemente che ci si adegui alla concezione di platealità. Questo è il tempo nel quale chiunque vuole apparire ma fa riflettere che non si prova nessun disagio a mostrarsi come uomini della mafia. Oggi ci si può permettersi di essere perfino 'appariscenti'. D'altronde sono uomini che come tutti risentono del contesto in cui vivono. E la bandana ci sta anche”. E conclude: “Una 'bella' risposta a chi dice che la mafia non esiste. La partita non è vinta. Evidentemente”.