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Oggi la mozione di censura all'assessore

Anche Fli e Udc all'attacco:
"Massimo Russo si dimetta"



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La seduta di oggi all'Ars sarà rovente. È una facile previsione, visto il tema all'ordine del giorno: la mozione di censura all'assessore Russo, naufragata tra le polemiche a luglio e ricalendarizzata dal presidente Cascio.
Ma il clima rischia di essere, per l'assessore alla sanità, ancora più caldo di quanto si potesse immaginare. Se, infatti, a luglio la mozione era stata “spinta”, di fatto, dai soli partiti di minoranza (Pdl e Pid), oggi il giudizio negativo su Russo arriva anche da due partiti del Terzo polo: Fli e Udc, che chiedono, di fatto, le dimissioni di Russo.

E non è un caso, visto che i capigruppo all'Ars sono due “trapanesi”: Livio Marrocco e Giulia Adamo, che hanno registrato, a pochi metri da casa loro, la “discesa in campo” di Massimo Russo, che proprio a Trapani ha deciso di lanciare il suo movimento “Team Sud”.

“Massimo Russo con la nascita e la presentazione del suo movimento – ha detto il capogruppo di Fli all'Ars, Livio Marrocco - ha oltrepassato la barricata: non è più un tecnico, bensì un politico a tutti gli effetti. Ebbene, gli chiediamo di essere coerenti con questa sua legittima scelta lasciando il ruolo di assessore, che gli era stato assegnato in quanto tecnico fuori dall’agone politico”.

“Non siamo dispiaciuti né ci scandalizza – gli ha fatto eco Giulia Adamo - l’ingresso dell’assessore Russo in politica. Ben accogliamo le iniziative della società civile che si interessa e si occupa della cosa pubblica. Ma l’assessore Russo circondandosi di dipendenti, dirigenti e manager e non di cittadini soddisfatti e felici del suo operato, non fa altro che mettere in scena lo stesso copione che per anni ha soggiogato questa nostra terra. Russo – ha aggiunto - deve guardarsi bene dai vecchi vezzi della politica. Sinora i risultati raggiunti dalla riforma sanitaria si possono ben riassumere nell’intervento della corte dei conti e della procura di Trapani: da un lato si evidenzia l’aumento delle convenzioni con i privati, dall’altro si sottolinea che non si è ancora spezzato quel filo che lega mafia, politica e sanità”.

E i due capigruppo manifestano anche una chiara “delusione” riguardo all'operato dell'assessore, che aveva invece sollevato, inizialmente, in Fli e Udc un certo ottimismo: “Avevamo creduto ed investito – ha spiegato Marrocco - in un’azione riformatrice che risanasse i conti, riorganizzasse il sistema, rompesse equilibri stagnanti. Lo abbiamo fatto con il sacrificio di molti operatori, medici, amministratori della sanità. Pensavamo che dopo aver bloccato l’emorragia dei conti, si potere respirare un clima nuovo fatto di entusiasmo. Invece ora l’iniziale ed indubbio spirito riformatore ha ceduto il passo a tante scelte errate, alcune delle quali hanno danneggiato importanti realtà del mondo sanitario siciliano”.

“Avevamo già diversi indizi – ha aggiunto Giulia Adamo - di una deriva di Russo-assessore orientata al proselitismo, al clientelismo da Prima Repubblica, all’investitura non dei migliori ma di chi assicura fedeltà. La nostra sanità è ancora un malato molto grave e non necessita di un finto- tecnico ma di un vero riformatore. Russo lo è stato per molto tempo, tuttavia – ha concluso - pensiamo non lo sia più ora. Per questo gli chiediamo di fare un passo indietro e di dedicarsi a tempo pieno al suo nascituro movimento politico”.

Una posizione netta, e di importante peso politico. I voti in aula di Fli e Udc, in effetti, si aggiungerebbero a quelli di Pdl e Pid. A quel punto sembra assai difficile che la censura non passi. A meno che non si trovi il modo, come già accaduto due mesi fa, di non discuterla affatto.