Live Sicilia

predisposto un esposto alla procura

Il caso del consulente "trombettista"
finisce alla Corte dei Conti



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Il caso di Carmelo Arcoraci finisce alla Corte dei Conti. L'esposto alla Procura arriva dall'assessore al Turismo del comune di Palermo,
Stefano Santoro, che chiede alla magistratura contabile di “verificare la sussistenza di eventuali violazioni delle leggi vigenti, nonché l'eventuale configurazione dei reati di danno erariale e abuso d'ufficio”. Insomma, i guai per il consulente - e per l'assessore Tranchida - sembrerebbero non essere finiti. Così, mentre la bufera mediatica continua, è emerso un altro ruolo dell'esterno chiamato alla Regione: Arcoraci è infatti consigliere comunale a Merì, una ridente cittadina della provincia di Messina.

“Nel mio esposto chiedo di conoscere l'eventuale sussistenza di danno erariale proprio alla luce della replica da parte dell'assessorato” dice Santoro a Live Sicilia. Nella replica degli uffici regionali si legge infatti, a sostegno delle mansioni espletate da Arcoraci, che il consulente “ha attivato i passaggi necessari per consentire una più efficace e fattiva collaborazione fra Proloco e servizi turistici e distretti turistici regionali”.

“Ma a quale collaborazione si riferiscono? - incalza Santoro – I distretti turistici non sono mai partiti, manca una firma dell'assessore, che blocca 24 milioni di euro. C'è un intero settore in ginocchio, quel poco che è stato fatto è sempre stato rivolto verso la Sicilia orientale, gli operatori del settore subiscono una crisi senza pari e dalla Regione si nominano consulenze per consentire collaborazioni tra le Proloco e degli enti che tutt'ora non esistono. L'assessore Tranchida fa fare alla Sicilia una pessima figura – accusa ancora l'esponente della giunta Cammarata – basti pensare che alla riunione svoltasi la scorsa settimana a Roma, al Ministero del Turismo non conoscevano nemmeno il suo nome, non sapevano neanche che faccia avesse. Ecco la pessima figura che fa la nostra Isola, ma adesso basta, la misura è colma e la Corte dei Conti dovrà verificare la regolarità di questa e di altre consulenze”.