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MONITO DELLA PMI

"Il governo lavori o vada a casa"


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piccola media impresa, regione, Le brevi
"Il governo regionale si impegni per fare approvare all'Ars una legge che contenga otto misure indispensabili per salvare le imprese siciliane: altrimenti si sciolga il parlamento e si apra una nuova fase". E' l'appello lanciato dalle associazioni di categoria dell'artigianato, commercio, agricoltura e cooperazione, che questa mattina a Palermo hanno presentato il loro "Manifesto" con le proposte programmatiche per superare la crisi. L'iniziativa è stata promossa da Rete Imprese Italia - Sicilia (Confcommercio-CNA-Confesercenti-Confartigianato-Casartigiani), AGCI Sicilia, CIA Sicilia, CLAAI Sicilia, Confagricoltura Sicilia, Confcooperative Sicilia, Legacoop Sicilia. "Abbiamo una grande responsabilità - dice Giuseppe Cascone, attuale coordinatore di Rete Imprese Italia-Sicilia - noi stiamo facendo la nostra parte: avanziamo proposte concrete, ma il governo e tutto il mondo politico devono ascoltarci, per il bene della nostra isola". Col "manifesto" vengono chiesti un piano straordinario per il lavoro; assicurare il credito alle imprese e i pagamenti della pubblica amministrazione; abbattere le tasse; ridurre le procedure burocratiche attivando la semplificazione; garantire i servizi sociali e le politiche di welfare; contrastare le attività abusive; sostenere tutti i settori strategici dell'economia, in particolare agricoltura, commercio, artigianato e turismo; ridurre drasticamente i costi della politica e della Regione. "Altrimenti - si legge nel documento - si sciolga il parlamento regionale per consentire nuove elezioni e aprire una nuova fase per lo sviluppo". Sono 100 mila i manifesti stampati, che saranno distribuiti e affissi nelle attività commerciali, negozi e botteghe artigiane della Sicilia. "Questi punti - dice Mario Filippello, segretario regionale della Cna - devono essere contenuti in un unico provvedimento di legge. Invieremo le nostre proposte al presidente della Regione, agli assessori e ai capigruppo all'Ars: ci aspettiamo risposte immediate, la crisi ormai ci ha messo in ginocchio".