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Il sindaco a tutto campo

Cammarata: "La gente non capisce..."



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“La gente non capisce e non fa differenze fra le responsabilità del sindaco e della giunta e quelle del consiglio comunale, che ormai è morto”. Non usa mezze misure
Diego Cammarata che dai microfoni di Trm spara a zero su Sala delle Lapidi, rea di aver approvato la delibera sul cimitero dei Ciaculli cancellando il project financing e stravolgendo il progetto elaborato dall’amministrazione.

“L’improduttività dell’Aula – ha dichiarato il primo cittadino - è sotto gli occhi di tutti da almeno due anni. Ho denunciato tutte le loro inadempienze, non voglio condividere nulla con questo atteggiamento irresponsabile che fa danni alla città. La contrapposizione politica è legittima, ma la politica del tanto peggio tanto meglio è ancor più grave specie in un momento di crisi come questo”. Una filippica appassionata, che ha toccato il punto più alto proprio sulla delibera per il cimitero. “Eliminare il project financing significa far morire il progetto elaborato dai nostri uffici – ha aggiunto Cammarata – di soldi pubblici non ce n’è più. E a chi paventa possibili infiltrazioni, dico che non possiamo mettere confini sulle zone più a rischio ma anzi farle sviluppare aumentando l’attenzione. In dieci anni ho amministrato 1,3 miliardi di euro di opere pubbliche con trasparenza. Non è così che ci si oppone alla mafia, il Consiglio ha privato la città del cimitero: non c’è indignazione che tenga”.

E infine l’affondo sul centrosinistra: “La gente deve sapere che da due anni il centrosinistra ha il governo dell’Aula, sono loro ad avere la maggioranza. Repliche da parte loro? Non so cosa potrebbero replicare, quando non approvano il piano regolatore del porto o il Peep fermo dal 2007. Non hanno neanche la dignità di poter mostrare un qualche segno di vita: il consiglio comunale è morto. Sono molto indignato”.

Dichiarazioni che non hanno mancato di scatenare le repliche delle opposizioni. “Il sindaco Diego Cammarata dice che la gente non capisce? No, i palermitani hanno capito fin troppo bene di chi è la colpa del disastro in cui la città si trova dopo dieci anni dell’amministrazione di centrodestra che ha guidato. Il primo cittadino ne tragga le dovute conseguenze e con un atto di responsabilità rassegni le proprie dimissioni”, dice il vicepresidente vicario di Sala delle Lapidi Salvo Alotta. Secondo il capogruppo dell’Udc, Salvo Italiano, “un poeta americano (Ralph Waldo Emerson, ndr) diceva: 'I grandi geni hanno le biografie più brevi'. Se a detta del sindaco Cammarata il consiglio comunale di Palermo è morto, di contro c’è da dire che dieci anni di questa sindacatura lasceranno, invece, una biografia lunghissima e, per molti versi, non particolarmente brillante. Meglio andare avanti e, andando a votare, voltare pagina”.

Per Vincenzo Tanania, del Pd, “con un fantasma non si interloquisce, in cinque anni di consiliatura è venuto due volte e ha portato la città ai minimi storici di vivibilità e di decoro, dovrebbe avere solo la dignità di stare zitto. Ciò nonostante, non voglia fare il paladino del consiglio comunale che comunque ha le sue colpe e le sue pecche politiche”. Il capogruppo del Misto, Alberto Mangano, ammette che il consiglio “può avere qualche responsabilità, ma quello che Cammarata fa finta di non capire è che la sua maggioranza ormai si è sfaldata: non ritiene il sindaco di essere il responsabile principale di questa implosione? Il sindaco non può pretendere che l’opposizione approvi atti che rispondono a un’idea di città che non è quella dei reali interessi dei cittadini”.

E Nadia Spallitta, presidente della commissione Urbanistica, dichiara: “Il progetto del cimitero era irrealizzabile, avrebbe visto la luce forse fra dieci anni senza risolvere in tempi brevi le emergenze cimiteriali. C’è un piano regolatore vigente che avrebbe consentito di realizzare una nuova struttura: cosa ha fatto la giunta in dieci anni? Non abbiamo consentito operazioni di speculazione, che è cosa ben diversa”. Nadia Spallitta ha fatto anche sapere di aver subito un tentativo di furto il giorno dopo il voto sulla delibera: “Ho trovato la mia macchina aperta con tutto quello che c’era dentro buttato per terra, non hanno preso niente. La materia è delicata e gli interessi in ballo sono tanti”.