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Ecco il piano Dr
per Termini Imerese


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dr, fiat, termini imerese, Economia
Sessantamila vetture annue a regime nel 2017; investimenti per 110 milioni di euro; 1312 occupati nel 2016 con assunzioni a partire dal 2012. Massimo Di Risio, patron di Dr motor, l'azienda molisana selezionata da Invitalia per rilanciare lo stabilimento Fiat di Termini Imerese, ha presentato oggi il piano industriale ai sindacati in occasione di un incontro presso il ministero per lo Sviluppo economico. Il primo lancio sul mercato, secondo quanto riferiscono i sindacati, avverrà nel 2013 e il prossimo anno verranno assunti 241 dipendenti. I primi 241. Gli altri, ossia i 1.071 previsti nel piano industriale di Dr, saranno assorbiti entro il 2017. E restano aperti gli interrogativi sul futuro occupazionale delle altre 888 persone che al momento ruotano tra Fiat e indotto. “Vogliamo rassicurazioni per tutti i 2.200 lavoratori di Fiat e indotto. E non solo per 1.300”, ha più volte ribadito il segretario della Fiom di Palermo, Roberto Mastrosimone. Rassicurazioni che, forse, potranno venire fuori dall'incontro di dopodomani, quando Dr incontrerà le aziende dell'indotto per verificare la possibilità di stabilire contratti di fornitura “che evidentemente – sottolineano i sindacati – se andassero in porto, garantirebbero la continuità dell'indotto”.

Gli interrogativi, però, come è possibile leggere sul numero attualmente in edicola di “S”, sono davvero tanti. Primo fra tutti: i debiti di Dr sono superiori di quattro volte rispetto al patrimonio netto. Da qui la domanda: come può un'azienda in queste condizioni prendere le redini di uno stabilimento che, secondo gli accordi preliminari, richiederà investimenti per 125 milioni di euro suddivisi tra interventi strutturali, di ricerca e tecnologia, sviluppo dei modelli e formazione?

Non va meglio se come parametro di valutazione si prende il numero dei veicoli attualmente immatricolati dall'azienda molisana: secondo l'Unrae, l'Unione nazionale rappresentanti autoveicoli esteri, il brand Dr nel primo semestre 2011 il brand Dr ha infatti venduto in Italia 1.936 vetture con una quota di mercato dello 0,19%, mentre nel primo semestre 2010 aveva commercializzato 2.608 vetture con una quota di mercato dello 0,22%. Ed ecco la seconda domanda: come sarà possibile arrivare al 2017 all'obiettivo delle 60 mila vetture soprattutto in un mercato italiano ed europeo che si prospetta in calo per il 2012 e in leggera ripresa per gli anni successivi? La Dr Automobiles Groupe ad oggi assembla nello stabilimento molisano di Macchia d'Isernia tre prodotti del partner cinese Chery: il Suv compatto Dr5, la più piccola Dr2 e la citycar Dr1. E in Sicilia intende far uscire la Dr3, una berlina 5 porte appartenente al segmento B (una alternativa alle varie Fiat Punto, Ford Fiesta o Kia Rio) da proporre ad un prezzo che oscilla tra gli 11 e i 13 mila euro. Accanto alla Dr3 porterebbe in Sicilia anche le nuove edizioni della Dr1 e della Dr2, nonché il restyling della Dr5. Ma arrivare a 60 mila vetture richiede un balzo in avanti di non poco conto.

Perplessità su perplessità, come ha commentato Maurizio Bernava, segretario della Cisl Sicilia: “Il piano è finalmente noto per numeri e tempi ed è comunque insufficiente a fronte dei 2.200 lavoratori impegnati fino a ora nel polo termitano. Per questo è necessario che l’Accordo di programma sulle infrastrutture sia definito subito e si regga non su una elencazione infinita di opere possibili ma sul cronoprogramma puntuale di quelle realizzabili perché dotate di piani esecutivi e perché strategicamente rilevanti”. Dal governo nazionale il segretario Cisl si attende “l’approntamento degli strumenti contrattuali necessari per le agevolazioni e le incentivazioni agli investimenti e all’occupazione”. “Chiediamo – aggiunge Bernava – condizioni necessarie per sostenere il progetto Dr e per attrarre a Termini ulteriori investimenti”. In ogni caso, per il sindacalista Cisl, serve un tavolo nazionale con governo, sindacati, Dr e Fiat. Il Lingotto, infatti, “non può essere lasciato libero di disimpegnarsi. Piuttosto, deve essere inchiodato alle proprie responsabilità, assicurando continuità occupazionale e assistenza in tutte le fasi di riconversione degli impianti”.

Intanto anche per domani è previsto uno sciopero di otto ore e assemblea davanti i cancelli dello stabilimento Fiat con gli operai per discutere del piano industriale.


E lunedì prossimo, secondo quanto riferito dall'amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri, ci sarà un nuovo incontro tra i sindacati e Dr Motor che servirà a condividere il punto di vista dei lavoratori con i quali i sindacati si confronteranno domani.