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MAZARA

Cantiere navale, assoluzioni


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, Le brevi, Trapani


Il fatto non sussiste. Si conclude con l'assoluzione il processo sul Cantiere navale Fratelli Giacalone di Mazara del Vallo. La struttura era finita al centro di un'inchiesta sulla più classica delle truffe. Grazie a un giro di false fatture gli imputati, secondo l'accusa ora caduta, avrebbero intascato contributi per un milione e 920 mila euro di soldi statali. Il finanziamento rientrava nell'ambito del Patto Territoriale Trapani Sud. Sotto processo c'erano Nicolò Giacalone e Luciano Asaro, legali rappresentanti della società, il direttore tecnico Vito Caradonna, e l'imprenditore Pietro Mirasolo. Erano assistiti dagli avvocati Stefano Santoro, Cristina Barbato, Paolo Paladino e Walter Marino. La struttura era pure finita sotto sequestro mentre erano in corso i lavori di ristruttarazione e ampliamento. Il progetto prevedeva, sostanzialmente, la realizzazione di nuovi impianti per l'ormeggio delle imbarcazioni. Lavori che, secondo le difese, sono stati completati: “La società ha speso fino all'ultimo centesimo dei finanziamenti, realizzando una struttura navale moderna che è sotto gli occhi di tutti, oltre che, cristallizzata nelle relazioni tecniche, nelle areo-fotogrammetrie e nei documenti contenuti nel fascicolo processuale”.