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La protesta

Pane senza lavoro


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cooperativa, disoccupati, palermo, protesta, Cronaca
Saranno stati al massimo duecento. Ma molti loro, qualcuno ha raccontato, già dalle tre di stanotte erano posizionati davanti ai cancelli dell'assessorato all'Ambiente e al Territorio di via Ugo La Malfa. Così questa mattina nessun dipendente regionale è potuto entrare, almeno fino alle undici. Loro invece, i dipendenti della cooperativa Palermo Migliore hanno atteso in sit-in fino alle dodici e trenta circa, prima di accogliere con applausi e urla la delegazione uscita dall'assessorato. “Ci hanno confermato - ha spiegato
Giovanni Damiano, capo consigliere della cooperativa - che stanno elaborando il progetto, la conferma definitiva la avremo entro tre giorni, durante i quali dovrebbe arrivare il via libera dell'assessore alle Politiche sociali Andrea Piraino, e uno ulteriore di Gaetano Armao, assessore all'Energia”. Si tratta di un progetto che dovrà impiegare 50 milioni di euro. “Soldi che arrivano dai fondi dell'Unione Europea e che, come ci ha detto Armao, ci sono – aggiunge Damiano – devono solo essere sbloccati”. Sono in 700 i dipendenti, di cui una cinquantina donne, anche loro a manifestare per poter lavorare alla manutenzione di boschi e riserve e all'organizzazione di corsi per la tutela dell'ambiente.

Molti dei presenti sono ex detenuti, altri vivono "solo" in condizioni disperate. Tra loro c'era Marcello, che ha tre figli, ma sua moglie ne sta aspettando un quarto. Ha detto di avere 40 anni, durante i quali non ha mai avuto un lavoro in regola. Gaetano invece ha 27 anni ed è disoccupato. Sua moglie ne ha trenta, e insieme stanno crescendo un bambino di otto mesi. "Sto all'asilo di piazza Pitti, da quattro anni. Ne abbiamo ricavato sei appartamenti, per altrettante famiglie, alcune delle quali contano anche due o tre bambini, ma sono coppie sulla trentina, non di più. Io sto in una classe, che abbiamo arredato con dei separé. Abbiamo acqua e luce, anche se manca il riscaldamento. Per i pannolini e il latte? Chiedo a mia madre o comunque ci diamo una mano, tra 'vicini'”.

Ma c'erano anche donne. Mamme, nonne e figlie. Grazia vive in un'appartamento di cinque stanze. Ha un marito che lavora all'Eas (Ente Acquedotti Siciliani), e porta a casa 1200 euro al mese. Ma non vivono da soli: con loro ci sono i tre figli di 26, 30 e 31 anni, con le loro famiglie. La loro casa è a Borgo Nuovo. È una casa popolare che hanno occupato da anni, e ancora aspettano di essere regolarizzati. Poi c'era Margherita che solo vent'anni. Lei ha detto che il diploma di istituto alberghiero non le è servito a niente. Ecco perché Paola appena maggiorenne, non vuole continuare a frequentare il professionale turistico, ma vuole lavorare per la cooperativa. “Al massimo – ha detto – andrò ai corsi serali”.

Con Andrea, sei figli, tre con la ex e altri tre con l'attuale moglie, si è aperta una discussione sulle cause di tutto questo. Non si rifiuta come molti, di raccontare, ma non è di molte parole: “Il pesce fete dalla testa”.