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Il Triangolo delle Paracule



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Loro sono le inconsapevoli testimoni della nostra epoca, le filosofe della Palermo contemporanea, i futuri oggetti di studio degli antropologi del tremila. Possiamo osservarle nel loro habitat naturale come vitelline al pascolo per le vie della città, mentre specchiano la loro infinita divina beltà nelle vetrine e nei finestrini chiusi delle macchine posteggiate. Esse si muovono come faine cercando con lo sguardo un conoscente di passaggio per espletare il bisogno primario tipico della loro specie: improvvisare Lectio Magistralis su loro stesse. Infatti dimenticavo, sono anche laureate Magna Cum Laude in autocompiacimentologia. Eh sì, a Palermo ne incontri a vagonate se ti fermi cinque minuti tra via Ruggero Settimo, Piazza Croci e via Villafranca, location che per l'occasione battezzeremo Triangolo delle Paracule.

Tu la avvisti già in lontananza mentre manda sms con l'iPhone e te la trovi davanti parrucchierata, profumata e tronfia anche se non ha mai fatto né farà mai una beneamata mazza. Alle dita le “pepite”, al collo l'iniziale di brillantini ed al gomito appesa una enorme spropositata borsa. Ma unn'àvi a gghìri? Ai suoi tempi fece il colpaccio facendosi maritare da uno di famiglia buonissima che mischino lavora come un cornuto mentre lei a che doveva diventare la principessa del Foro poi finì che rimase a casa con il bambino e quattro filippine, fondamentalmente ora passa la giornata giocando a flipper con le-di-lui-palline e vaga per Palermo cercando cose da comprare. Ti chiederà come stai e che fai, ma, in realtà vuole solo dare il via al Paracula-Show.

Mentre ancora non hai finito di sillabare “be-ne-gra-zie-tu?”, la Paracula già ti sta contando quello che ha fatto nel weekend dettagliando nomi e cognomi di tutti quelli che incontrò. Poi si lamenta di Palermo che veramente non si può uscire più, troppi tasci. Ti fa notare che lei infatti fa le cene a casa, che è la più bella di Palermo mentre le altre sono bettole. Discute serissima delle abitudini altrui, se mezza volta scendi dal Tabaccaio in tuta va a finire che sei un povero pezzente in crisi depressiva. Essendo la Paracula una persona buona, è sempre preoccupata per lo stile degli amici e non esita a parlarne nemmeno un attimo, nemmeno con te ca ti nni stai futtennu dei suoi amici in crisi depressiva. Ti dirà poi che sabato è stata a pranzo al Circolo, con la filippina che teneva i bambini così lei finalmente si è potuta rilassare, intanto a te viene da darle una testata e chiederle: ma picchì chi ffai? Per non parlare dei suoi figli, i suoi figli sono i più belli, i più tochi e i più educati di tutti. Va riccillu che in realtà sono due fanghi.

La Paracula doc si riconosce dalle ordinarie perchè vanta origini aristocratiche, e te lo spiegherebbe anche, ma è che è troppo lunga la storia quindi glissa abilmente ogni volta. La Paracula è comunque concentrata a mantenere la sua posizione di campionessa regionale di Accumulatrice di Lusso. Le cose che ha le servono? Spesso no. Le borse, i cappotti e il servizio di bicchieri da degustazione sono necessari? Qualsiasi persona intelligente direbbe di no. Può permetterseli? Idda? picchi cu è? È evidentemente sponsorizzata dal cornuto di cui sopra che preferisce saperla in giro a sperperare che sentirla ragliare tutto il giorno. Sono fortune.

Si, loro sono esemplari estremamente fortunati, come posseggono il resto posseggono la fortuna. La cosa raggelante è che soprattutto questa fortuna non vedono l'ora di condividerla, proprio con te, che passavi di là mentre andavi dal meccanico. Ma dopo mesi di ricerca in loco ecco alcuni sperimentati consigli pratici per la sopravvivenza nel Triangolo delle Paracule:

A) Sperare che sia uno di quei giorni in cui finge di non vederti e perciò non ti saluta, a volte lo fa, dipende con chi è.

B) Adottare la tecnica conosciuta come “del Tirannosauro” (se stai fermo non ti vede), funziona nella maggior parte dei casi.

C) Prenderla con filosofia e sfruttare finalmente l'occasione per fingerti un turista e mettere alla prova il tuo portoghese.