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Il punto

Le scelte di Rita
Gli assi del Terzo Polo



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Nella partita a scacchi che precede la designazione dei candidati a sindaco di Palermo, l'ultima mossa è toccata al Terzo Polo. Con un inatteso comunicato stampa, piovuto da Roma nel tardo pomeriggio, i vertici regionali di Udc, Fli, Api e Mpa annunciavano la disponibilità a sostenere il candidato del Pd per un “patto civico” per costruire il futuro della città dopo Cammarata. Una mossa che a molti osservatori è sembrata “tattica” e alla quale ha risposto a mezzo stampa il segretario Giuseppe Lupo, che ha subito evidenziato
i due passaggi mancanti nel documento, ossia la “grande alleanza” con tutti i partiti progressisti e le primarie. Senza questi due elementi, lascia intendere la dichiarazione del segretario, il Pd va avanti per la sua strada, sul nome di Rita Borsellino, verso la quale Raffaele Lombardo ha ribadito ancora oggi di non avere preclusioni. È noto, però, che il discorso non è speculare. E che la Borsellino, così come l'Idv di Orlando, di patti con Lombardo e compagni non vogliono saperne.

In attesa del sì di Rita, si attendono le prossime mosse sulla scacchiera. Fin quando il Terzo polo chiuderà sulle primarie, il Pd potrà tirare dritto, puntando a uno schema simile a quello milanese, con i voti terzopolisti che confluiscono sul candidato del centrosinistra al secondo turno. Uno schema al quale ha detto no Raffaele Lombardo, che vuole accordi alla luce del sole al primo turno. E che non convince neanche Antonello Cracolici, che spinge per cogliere al volo l'occasione offerta dall'apertura terzopolitsa. La situazione si complicherebbe, e parecchio, se invece il Terzo polo bussasse alla porta con un suo candidato alle primarie, passaggio questo che farebbe irrigidire la parte di centrosinistra pregiudizialmente contraria a patti con Lombardo, ingarbugliando ancor di più lo schema. Un'ipotesi, quest'ultima, al momento molto lontana, visto che il comunicato di ieri puntava piuttosto alla scelta di un candidato comune, autorevole, in grado di mettere d'accordo tutti, senza primarie.

I nomi che circolano? Di Massimo Russo, molto quotato, e Caterina Chinnici s'è parlato già, e si continua a parlare. Anche un altro assessore, Gaetano Armao, sarebbe stato oggetto delle attenzioni centriste, come nome da spendere nel caso di corsa solitaria. Come Vito Riggio, che però ha fatto sapere di non essere interessato. C'è ancora un altro nome, che si sussurra solo a voce bassissima e che resta coperto come un asso da calare al momento opportuno, quello del prefetto Giosuè Marino (nella foto), vicepresidente della Regione. Potrebbe essere lui a rispondere all'identikit di “candidato autorevole” da investire saltando la pratica primarie. Solo voci, fin qui, da registrare con beneficio d'inventario. La partita resta aperta. E il tempo passa, complici le grosse difficoltà in campo avverso, con un centrodestra che fatica a trovare un candidato disponibile a ereditare il pesante lascito dell'ultimo decennio.