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bocciata la richiesta del pm

Assenteisti a Villa Sofia
Il gip: "La sospensione non basta"



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La sospensione dall'incarico per due mesi di dieci tra medici, infermieri e personale amministrativo del Cto dell'azienda Villa Sofia-Cervello accusati di truffa sarebbe "inadeguata visti i reati gravissimi" commessi dagli indagati. Lo scrive il gip di Palermo Marina Petruzzella nel provvedimento che boccia la richiesta di misura interdittiva presentata dal pm che conduce l'inchiesta.

I dieci dipendenti del nosocomio sono accusati di avere fatto timbrare il cartellino da colleghi per risultare in servizio. Tra gli indagati, immediatamente sospesi dall'azienda ospedaliera, c'é anche Roberto Matracia, medico sociale del Palermo calcio. Dopo gli interrogatori, il pm Maurizio Agnello aveva chiesto per tutti l'interdizione per due mesi - termine massimo previsto dalla legge - dal servizio; ma al gip è sembrato troppo poco. Nel provvedimento il giudice sostiene che "in uno sconfortante scenario di infedeltà alle regole servizio e in una totale assenza di vigilanza", l'unica misura adeguata ad evitare l'inquinamento delle prove sarebbe la limitazione della libertà personale: insomma il carcere o gli arresti domiciliari.

La Procura proporrà appello contro la decisione del gip al tribunale del Riesame sostenendo l'illogicità della motivazione. Intanto - paradossalmente - se, proprio facendo leva sul rigetto della misura interdittiva, l'azienda decidesse di revocare la sospensione, gli indagati tornerebbero in servizio.