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L'addio a Giovanni Ilardo

Con il gelato (e l'amore) non si scherza
L'ultimo saluto a un grande maestro


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funerale, gelateria, giovanni ilardo, Cronaca, Palermo
(R.P.) Qualcuno - con una certa acrimonia di toni - critica il bellissimo estremo saluto a Giovanni Ilardo, che ha dato l'addio al mondo e al cioccolato nella gelateria di famiglia. In nome di un preteso senso comune, è giusto affiancare un morto ai coni? Obiezione istantanea per chi consideri la morte e la vita come una coppetta alla vaniglia e al limone. Gusti incommensurabili. Ma c'è una grandezza latente in questa visione delle cose che conduce a riabbracciare un maestro artigiano nel luogo dei suoi sogni realizzati. Un'idea talmente sconfinata da sfuggire alla peculiarità morbosa dello spioncino e del successivo giudizio che, nella provincialissima Palermo, non rispetta i sentimenti di nessuno.

E c'è la lezione suprema di chi considera la morte un accidente di pochi secondi che non stacca una persona dal calco impresso con la sua identità, in anni e giorni densi e lunghissimi. La fine è una trasformazione di stato, un orpello giuridico, una forma dell'esistere. Non lava via nulla.
Perciò, abbiamo detto arrivederci a un uomo, accanto a una coppetta con panna. Il modo migliore per rendergli omaggio, per dirgli: addormentati, se non puoi farne a meno. Ma il tuo sapore resta qui, con noi.