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Ma quale antisemitismo

Zamparini e il vizio dell'innocenza


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palermo, zamparini, Cronaca, Palermo
Pur essendo un imprenditore accorto e un presidente criticabile, per conclamati eccessi,  Maurizio Zamparini conserva il vizio degli adulti, che è virtù nei bambini: l'innocenza. Cioè, la capacità di sbagliare sempre, sotto la penombra dell'ipocrisia altrui, accendendo la candela della battutaccia. Il mondo è strutturato secondo i registri di cautela e falsità. Tutti insieme, pubblicamente, piangiamo nelle letture collettive del diario Anna Frank per esibire la cartapesta intorno alla vena sincera del cordoglio. Eppure restiamo avviluppati nella contraddizione finale: se siamo tanto impietositi, pii e lacrimevoli, come mai sorgono ovunque, nelle vicinanze, reticolati, ghetti e siepi di concertina?

Forse perché omettiamo la parte scocciante del discorso. Una volta dismessi i panni della convegnistica, i concetti si fanno spaventosi, si tingono di indicibile. E nel privato, nella tranquilla sconcezza in cui ci percepiamo non visti e non uditi, le nostre alate immagini cadono a piombo, rimpinzandosi di "negri, froci, ebrei", etc, etc... E' turpe? Succede.

E' la sostanza della paraculaggine collettiva. L'onestà guarderebbe a ciò che la metafora e il senso di una frase rappresentano, non importa se da soli o in compagnia. Se al famoso convegno celebriamo la giornata antiomofobica e nel ritiro della coscienza ridiamo dei "finocchi" da barzelletta, le strade sono due. O c'è qualcosa che profondamente non va. Oppure dobbiamo accettare la probabilità secondo cui nella natura umana convivano - insieme e senza principio di contraddizione - nobiltà e sporcizia, piani alti con la terrazza e scantinati senza finestre, con la mediazione di sciagurati sorrisi.

Invece, siamo dei guardiacaccia della decenza al minimo sindacale: la differenza, per noi, non è tra le cose giuste e gli sbagli, ma tra i comportamenti che spolverano l'etica senza ripulirla e le scritte da caserma. E non che non ci sia una concreta diversità, solo che la distanza tra perbenismo esibito e grossolanità recondita non è il centro di tutto.
Allora, assolviamolo per insufficienza di malizia Maurizio Zamparini - che ha sciorinato al balcone i panni sporchi della grettezza popolare - perché non ha offeso la memoria dimenticata per ignavia. Anzi, gli auguriamo di correre ancora accanto al bambino monello che ha gelosamente custodito in sé, col suo patrimonio di linguacce sconsiderate. Magari senza esonerare nessuno. Non a breve, almeno.