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Aziende in crisi, i dati della Serit
Tavola rotonda a Palazzo dei Normanni


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Le aziende siciliane faticano a sopravvivere. E le loro difficoltà diventano le difficoltà dei lavoratori e dunque delle famiglie, come dimostrano le “sofferenze” nel pagamento di tasse e imposte che emergono dai dati forniti dalla Serit, l’agenzia della riscossione in Sicilia. Al 30 ottobre del 2009 i morosi (cioè coloro che non hanno pagato una cartella esattoriale entro i termini, lasciandola scadere) a Palermo e provincia sono stati 299.553. Un anno dopo balzo avanti del 5,10 per cento e sono diventati 314.834. Al 30 ottobre di quest’anno i morosi sono diventati 325.262, con ulteriore aumento rispetto al 2010 del 3,3 per cento. Questi numeri riguardano contribuenti in generale, la maggior parte dei quali, comunque, titolari di partita iva.

“Questa situazione – spiega Santo Russo, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Palermo– fa emergere un quadro molto fragile che va immediatamente sostenuto. Una delle prime cose da fare – aggiunge Russo – è aiutare le imprese con misure fiscali tendenti a privilegiare il reinvestimento degli utili per favorire l’inserimento nel mondo del lavoro, agevolare l'accesso al credito con contributi in conto interessi e prestando adeguate garanzie da parte dei confidi. Noi riteniamo che sia giunto il momento di tagliare gli sprechi della politica e indirizzare più risorse allo sviluppo e alla crescita delle aziende".

Questo quanto emerso nell’ambito del forum su “Economia meridionale: prospettive di sviluppo dopo la crisi” organizzato dagli Ordini dei commercialisti della Sicilia e dallo stesso consiglio nazionale. Una tavola rotonda nella quale, nella Sala Gialla di Palazzo dei Normanni, nell’ambito delle “Giornate dell’economia del Mezzogiorno”, si sono confrontati esperti, rappresentanti istituzionali ed economisti. All’appuntamento erano presenti – tra gli altri - il vescovo di Mazara del Vallo, monsignor Domenico Mogavero, Margherita Poselli, Presidente dell'Ordine dei Commercialisti di Catania, Nino Salerno, componente giunta nazionale Confindustria, Giuseppe Mistretta, presidente della Banca Don Rizzo, Fabio Mazzola, preside della facoltà di Economia e Commercio di Palermo, e gli economisti Vincenzo Porcasi e Maurizio Caserta. “Noi siamo pronti a mettere a disposizione – dice Santo Russo – le nostre competenze tecnico-professionali per trovare soluzioni per superare la crisi e dare la speranza di un futuro alle nuove generazioni”.

Un altro dato drammatico è venuto fuori dall’intervento di Pietro Busetta, della fondazione Curella: “Nel centro-nord – ha spiegato - il rapporto fra occupati e disoccupati è uno a due. Qui invece è di uno a quattro. Così non si può andare avanti. Una realtà a sviluppo pieno deve avere la metà della popolazione occupata”. Secondo l’assessore al Bilancio del Comune di Palermo, Giuseppe Genco “la politica al Sud ha fabbricato precari ha sterilizzato intere generazioni. Le quali ora sognano solo una stabilizzazione. E – ha concluso – non è credibile quel Paese, come l’Italia, che non fa nulla spendo che in svizzera sono stati depositati illecitamente 280 miliardi di euro”.