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PALERMO

Faraone: "Lupo permetterà
che mi buttino fuori dalle primarie?"



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“Un anno fa mi sono candidato a sindaco di Palermo senza chiedere il permesso né a Lupo e D’Antoni, né a Cracolici e Lumia. Oggi dovrei chiedere il permesso per partecipare alle primarie a Orlando e alla Borsellino, visto che l’accordo con i moderati non solo non mi fa paura ma lo ritengo, soprattutto oggi, strategico per salvare l’Italia e Palermo? Il segretario regionale del Pd permetterà che mi espellano dalla competizione di gennaio perché voglio andare oltre il centrosinistra?”. Lo ha detto
Davide Faraone, candidato a sindaco di Palermo, partecipando stamattina a un incontro con gruppo di imprenditori e professionisti palermitani, a proposito dell’ipotesi, che verrà discussa la prossima settimana al tavolo tecnico-politico delle Primarie, di far firmare ai candidati, pena la loro esclusione, una dichiarazione con la quale devono dire no a qualsiasi tipo di rapporto con il Terzo Polo.

“Basta con gli steccati - aggiunge - dobbiamo svecchiare la politica, abbattere i muri, parlare di meno e fare di più. Dobbiamo aprire una stagione nuova e per far questo non possiamo chiudere le primarie, ma aprire a tutti i gazebo avendo il coraggio di guardare avanti”.

“Io voglio allearmi - continua - con tutti quelli che vogliono tagliare i costi della politica e impegnarsi in una vera e propria rivoluzione liberale per dare ossigeno all’economia e futuro alle nuove generazioni. Che dicono sì a una giunta comunale composta da otto assessori, metà uomini e metà donne e con alcuni requisiti: non aver condiviso la mala gestione dell’amministrazione passata; conoscere qualcosa e non qualcuno; lavorare per il bene comune e non per gli interessi privati; concepire il loro ruolo come missione e non come un affare e, infine, avere come stella polare l’etica pubblica”.

“Su queste condizioni - conclude Faraone - parlo indifferentemente con tutti quelli che ci vogliono stare”.