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Il governatore: "Presto un incontro"

Precari, protesta a Palazzo d'Orleans
"Lombardo non ha voluto riceverci"



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Non si placa la protesta dei precari della Regione impiegati nell'ex Arra, alla Protezione civile e all'assessorato Territorio e ambiente. Anche oggi, infatti, si sono ritrovati davanti a Palazzo d'Orleans per chiedere notizie riguardo all'annunciata stabilizzazione di questi 750 lavoratori. Una stabilizzazione più volte annunciata, e prevista anche da una legge regionale. Ma a dicembre, i loro contratti scadranno.

Ma anche oggi, così come nei due giorni precedenti (ieri una delegazione ha incontrato il viceprefetto di Palermo e la questione è stata al centro della Commissione Bilancio all'Ars), la protesta non ha raggiunto l'effetto sperato: quello, cioè, di incontrare personalmente il presidente della Regione Raffaele Lombardo. "Mi sembra grave - ha dichiarato Paolo Montera, dell’area metropolitana della Cisl-Funzione pubblica - che il presidente oggi non abbia voluto incontrarci. E ancora più grave che l'unica comunicazione rivolta ai sindacati sia stata in un sms inviato dal segretario particolare del governatore". Un sms, poi seguito da un comunicato stampa, per la verità, con il quale Lombardo ha detto di comprendere "bene le ragioni di chi manifesta oggi. Pur in presenza di una grave crisi finanziaria internazionale, che interessa il nostro Paese e si ripercuote sulla Regione, - ha aggiunto il presidente della Regione - cercheremo una soluzione a quanto si vuole portare alla nostra attenzione da parte di chi manifesta. Per questa ragione, per arrivare in tempo utile a definire le questioni sul tavolo, incontrerò personalmente le rappresentanze sindacali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl".

Nella stessa nota, Lombardo ha rivendicato i meriti del proprio esecutivo: "Nessun governo del passato - ha detto - ha mai preso realmente a cuore i problemi del precariato, a differenza di quanto sta compiendo quello in carica, con la stabilizzazione di migliaia di donne e uomini che attendevano da anni presso la Regione e presso gli Enti locali. Abbiamo cominciato con la legge sul comparto e poi proceduto con ciò che era necessario fare presso gli Enti Locali".
Parole che non hanno del tutto convinto i sindacati, che hanno annunciato di proseguire nella protesta: “Se il presidente Lombardo fosse davvero sensibile alle problematiche del precariato, così come afferma in un comunicato stampa - hanno replicato in una nota  Michele Pagliaro della segreteria regionale Cgil ed Enzo Abbinanti, responsabile politiche regionali di Fp Cgil Sicilia - avrebbe avuto l'accortezza di ricevere le organizzazioni sindacali che da diversi giorni chiedono di incontrarlo, manifestando davanti a Palazzo d'Orleans. La situazione di questi lavoratori impegnati in settori delicati dell'amministrazione regionale quali la Protezione civile, l'Ambiente e il dipartimento Acqua e rifiuti (uffici in cui rappresentano dal 60 all'80 per cento del personale in servizio) – hanno aggiunto - rischia di diventare paradossale: la loro stabilizzazione è infatti decisa per legge ma i lavoratori potrebbero ritrovarsi da un giorno all'altro in mezzo alla strada dal momento che il 31 dicembre scadono i contratti e che l'iter per la stabilizzazione non è ancora partito”.

“Proprio per questo motivo – continuano Pagliaro e Abbinanti - al di là della pura e semplice manifestazione di intenti del presidente, la Cgil e la Fp Cgil Sicilia, insieme alle altre organizzazioni sindacali, mantengono lo stato di agitazione dei lavoratori che si concretizzerà in ulteriori forme di azioni di protesta, fino a quando il confronto che Lombardo dice di volere intraprendere non sarà un fatto concreto, supportato da risposte credibili. Va da se che ogni eventuale incontro governo–sindacati  - hanno concluso - non potrà che vedere in prima fila anche i rappresentanti delle categorie che hanno promosso la vertenza”.
Più fiduciosa, invece, la Uil: "E’ positiva - ha detto il segretario generale Claudio Barone - l’apertura del presidente della Regione, Raffaele Lombardo, al confronto con la Uil, e con le altre sigle confederali, per risolvere il problema dei 750 lavoratori della Protezione civile, ex Arra e Arta, che già da troppi anni sono in attesa di una stabilizzazione. I servizi che svolgono questi lavoratori sono essenziali per la nostra regione e come abbiamo sempre sostenuto, stabilizzarli non comporterebbe costi aggiuntivi. Prendiamo atto - ha concluso il leader della Uil - che per la prima volta un governo regionale intende mettere fine a una condizione di precariato e instabilità”.