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PALERMO

Scuole accorpate per risparmiare
Dal prossimo anno via al piano


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Accorpare le scuole elementari e medie per tagliare le spese, creare nuove direzioni didattiche e smembrarne altre esistenti, cercare di risparmiare dove è possibile. La giunta del comune di Palermo ha approvato, stamane, il piano di razionalizzazione e dimensionamento delle scuole cittadine per il prossimo anno, voluto dalla Regione e che adesso passerà al vaglio dei tecnici regionali per il definitivo via libera. La circolare dello scorso 5 ottobre, infatti, impone ai comuni di accorpare le scuole per diminuire le spese, anche in base al numero degli alunni e a criteri di territorialità, nonostante le proteste dei dirigenti scolastici che hanno contestato, punto per punto, il piano approvato oggi dall’amministrazione attiva.

Nella prima circoscrizione, per esempio, la direzione didattica Ferrara verrà accorpata all’istituto comprensivo Madre Teresa di Calcutta, mentre il plesso Valverde al Turrisi Colonna-D’Acquisto. Nella seconda circoscrizione prevista l’istituzione dell’istituto comprensivo Orestano e l’accorpamento della Cavallari alla Pertini, per un totale di 979 alunni. Nella quarta, zona Pagliarelli, verrà istituito un corso di scuola media, mentre la Pestalozzi verrà unita alla Cavour, scelta dettata dal fatto che in quest’ultima scuola ci sono appena 15 alunni in prima elementare. Aggregate anche il plesso Vittorino da Feltre e la Vittorio Emanuele III. Nella quinta circoscrizione la direzione didattica Uditore si unirà alla Setticarraro, in cui si registrano sempre meno iscritti. Nella sesta la Pallavicino si aggregherà alla Florio, mentre la succursale di quest’ultima passerà alla Borgese; verrà creato anche un corso di scuola media. Nella settima circoscrizione i plessi D’Angelo nuovo e D’Angelo vecchio, della Pallavicino, passeranno al Basile. All’ottava la media Garibaldi si unirà alla Federico II.

Decisioni che non sono affatto piaciute alle scuole interessate e ai sindacati, che hanno mandato per iscritto al comune le proprie osservazioni. Secondo Uil, Cisl, Cgli, Snals e Cobasinfatti, il piano determinerà un taglio di quasi l’8% delle scuole “del primo settore attualmente funzionanti in città”. Le decisioni non sono state prese a cuor leggero dalla giunta, come confermato dal vicesindaco Pippo Enea: “Ci siamo attenuti alle legge accorpando i plessi più piccoli, ma la legge guarda in maniera fredda i parametri organizzativi, pensa a fare economia e non tiene conto delle esigenze del territorio. Invieremo alla Regione i nostri suggerimenti per porre rimedio ad alcune situazioni. Si è trattato di un freddo accorpamento”.