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La protesta

Università, precari in scadenza:
"Fanno i concorsi e non ci stabilizzano"


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precari e università, Cronaca, Palermo
“È inutile che l'amministrazione si vanti di aver stabilizzato tutti i precari – dicono – ci siamo ancora noi”. Sono otto e lavorano nell'Università di Palermo come tecnici amministrativi da circa dieci anni. Dieci anni da precari perché il loro contratto è stato rinnovato ogni volta annualmente. Ma adesso che sta nuovamente per scadere, arriva la notizia di un bando che dovrebbe invece assumere a tempo indeterminato 19 persone. “Gli ultimi sotto precari non vengono stabilizzati, ma le risorse per bandire 19 concorsi vengono trovate” sta scritto su un cartellone che stamattina hanno attaccato proprio sotto il rettorato, in occasione del sit-in che si è svolto stamattina a palazzo Steri.

“Se non c'è la volontà dell'ateneo – ha affermato una di loro, Daniela Ribolla - noi otto famiglie siamo un mezzo alla strada. Loro possono bandire i posto per qualunque categoria. Abbiamo svolto dei servizi utili all'ateneo che hanno portato soldi al fondo di funzionamento ordinario. L'ateneo questo non lo può ignorare pensando che noi siamo usa e getta e andiamo buttati dopo che non serviamo più perché devono fare contratti per altre persone”. Secondo Giuseppe Giaconia della segreteria Flc Cgil, questi otto precari hanno tutte le carte in regola per essere assunti con contratto a tempo indeterminato: “Noi – ha detto - abbiamo dato all'amministrazione tutta una serie di informazioni tecniche sulla applicazione dell'articolo 22 comma 5 del contratto collettivo nazionale. Non è un obbligo ma tutti maggiori giuristi, gli ultimi dell'Università di Catania hanno dimostrato che possibile costruire un percorso di stabilizzazione dei precari utilizzando quell'articolo. L'amministrazione non ha nessuna intenzione invece di applicarli violando due articoli del contratto: l'articolo 80, che prevede la riserva del 50 per cento dei posti messi a concorso per il personale interno e l'articolo 22 che prevede possibilità per l'amministrazione di trasformare i posti a tempo determinato a indeterminato. È una possibilità, quindi un problema di volontà. La politica dell'amministrazione può decidere di poter sanare dieci anni di precariato di questo personale che ha dato un contributo non indifferente allo sviluppo dei servizi all'interno dell'università”.

Presente al sit-in anche l portavoce provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà, Sergio Lima che si è rivolto direttamente a Roberto Lagalla: “Il rettore - ha affermato - dovrebbe spiegare queste scelte cervellotiche e adoperarsi affinché il bando per le assunzioni del personale contempli misure che tutelino la continuità occupazionale del personale attualmente in forza all'ateneo e, nel contempo, la massima trasparenza, considerando la natura di bene comune che ai nostri occhi assume l'università di Palermo".