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Economia. La chiusura di Termini Imerese

Fiat, apertura sui prepensionamenti


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Una apertura condizionata. Si è chiuso così l'incontro di ieri al ministero dello Sviluppo economico tra Fiat, Dr, Invitalia e Fim, Fiom, Uilm, Ugl e Fismic sul passaggio di mano dello stabilimento di Termini Imerese. Il gruppo torinese, che il 23 novembre lascerà la Sicilia, avrebbe infatti dato la propria disponibilità a incentivare i prepensionamenti per circa 511 lavoratori. Ed è sui numeri che si accende un braccio di ferro tra azienda e sindacati. Secondo i calcoli dei sindacati, infatti, i prepensionamenti possibili potrebbero arrivare a circa 700. Una differenza che "si scaricherà" sul volume dell'occupazione cui Dr Motor, candidato a rilevare lo stabilimento, dovrà fare fronte. Sarà quindi questo il nodo al centro del confronto di lunedì prossimo da cui, a detta dei sindacati, dipenderà l'esito del rush finale e di un accordo per la riconversione industriale dello stabilimento siciliano.

Critica nei confronti del Lingotto la Fiom che accusa la Fiat di non aver voluto "quantificare" i prepensionamenti già da ieri sera "condizionando così il piano industriale" presentato da Dr Motor. Per questo, dice Enzo Masini segretario nazionale delle tute blu della Cgil "serve un intervento autorevole del governo che riporti Fiat ad un atteggiamento responsabile perchè i lavoratori di Termini non possono valere di meno di quelli di Mirafiori". E un appello alla responsabilità arriva anche dagli altri sindacati. "Fiat finalmente ha aperto sugli incentivi ma senza quantificarli. Bisogna trovare un punto di incontro altrimenti salta tutto l'impianto dell'accordo", avverte il segretario nazionale della Fim, Bruno Vitali.

Positivo, invece, il commento dell'assessore regionale alle Attività produttive, Marco Venturi, che al termine ddell'incontro ha affermato: "Registriamo la disponibilità di Fiat che, per la prima volta, conferma la volontà di concedere incentivi alla mobilità. Il Lingotto ha necessità di avere numeri certi, e questi si avranno entro lunedì. Di certo il governo siciliano vigilerà per tutelare i lavoratori dello stabilimento di Termini Imerese che nessuno, neanche la Fiat, può permettersi di trattare differentemente da altri operai dello stesso gruppo".