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La fiaccolata

La Gesip si rivolge al cardinale
Intanto i soldi stanno per finire



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I lavoratori della Gesip non sanno più a che santo votarsi. Ecco perché il 24 novembre terranno una fiaccolata cittadina che, partendo dal Politeama, raggiungerà il Palazzo Arcivescovile per chiedere al cardinale Paolo Romeo (nella foto)  un sostegno con “uno specifico appello, affinché i soggetti deputati si muovano tempestivamente per scongiurare” il licenziamento dei circa duemila dipendenti.

Le sorti della società partecipata, infatti, sono tuttora appesi a un filo. Il mancato adeguamento contrattuale da parte del Comune, che avrebbe dovuto affidare nuovi servizi ai lavoratori, non ha permesso il contenimento delle perdite che continua inesorabile. E i 45 milioni di euro stanziati dalla Protezione Civile finiranno a inizio 2012. Una situazione che ha messo nuovamente in allarme i sindacati, che nei giorni scorsi hanno avuto un incontro con il prefetto di Palermo, Umberto Postiglione, che ha loro assicurato un ultimo, disperato tentativo: mettere attorno a un tavolo tutti i deputati della città, oltre ai soggetti istituzionali interessati, per affrontare l’emergenza. Un tentativo tutt’ora in corso, ma dal quale sembra difficile aspettarsi una soluzione definitiva.

La fiaccolata, organizzata da Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil,  Conflavoratori, Alba,  Ugl e Usb, partirà alle 20:30 da piazza Politeama, fino a Palazzo delle Aquile e poi terminerà il proprio percorso proprio sotto il Palazzo Arcivescovile. “Abbiamo organizzato questa nuova forma di protesta – spiega Pietro La Torre, segretario Uiltucs Sicilia - sia per garantire i servizi resi, sia per non alimentare il permanente caos al traffico cittadino nelle ore antimeridiane, che già è convulso in assenza di manifestazioni”.

L’ennesimo sintomo del malessere delle aziende partecipate del Comune. Oltre alla Gesip, infatti, l’Amia deve fronteggiare ogni giorno nuove emergenze e all’Amat, fino a qualche settimana fa, aleggiava lo spettro di un nuovo stato di agitazione. Ma le prospettive sono tutto meno che rosee e a pagarne le conseguenze sono i servizi alla città. Infatti, è molto probabile che anche nel 2012 i budget delle società partecipate vengano approvati in ritardo. Regolamento sul controllo analogo alla mano, infatti, il Ragioniere generale del comune dovrebbe approvare i budget entro il 5 novembre, poi la palla passerebbe alla giunta, che deve dare il via libera entro il 30 novembre, e quindi al consiglio comunale per il benestare definitivo entro il 30 dicembre. Peccato che manchi ancora il parere del Ragioniere generale e il rischio è che accada quanto successo negli anni passati, ovvero che i budget vengano approvati con mesi di ritardo impedendo alle aziende di programmare la spesa e quindi di svolgere, senza intoppi, i propri servizi.