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Guardia di finanza

Usura nella comunità filippina
Due arresti a Palermo


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arresti, comunità filippina, usura, Cronaca, Palermo
Avrebbero prestato soldi con un tasso di interesse del 60% annuo, chiedendo la restituzione in un'unica soluzione e in denaro contante. E per assicurarsi che i connazionali che si rivolgevano a loro non scappassero, avrebbero anche sequestrato loro i passaporti. Con l'accusa di usura, sono stati arrestati a Palermo una cittadina filippina e il suo compagno, un connazionale. Entrambi di 59 anni e residenti al Borgo Vecchio.

A fare scattare le indagini, a febbraio 2011 fu una cittadina filippina, vittima dei due presunti usurai. Così i finanzieri del gruppo Tutela mercato dei capitali del Nucleo di polizia tributaria di Palermo, hanno portato alla luce la rete usuraria che si sarebbe sviluppata nella comunità filippina in Sicilia. In totale i presunti usurai avrebbero “intascato” oltre 80 mila euro di interessi negli ultimi due anni. Senza mai dichiarare alcun reddito al fisco.

I due, secondo la ricostruzione della Guardia di Finanza, lavoravano da 13 anni come domestici per un professionista di Palermo. Ed è stato proprio nell'appartamento di quest'ultimo che sono stati trovati 35 mila euro, gioielli in oro per 30 mila euro, certificati di deposito nella banca nazionale filippina per un totale di 63 mila euro, oltre a molti documenti “money transfer” che documentavano l’invio di denaro mensile nelle Filippine. Questo, oltre a tutti i passaporti che sarebbero stati sequestrati alle vittime.

Nota, questa, tra le più drammatiche: infatti, da quanto si legge dalla ricostruzione fornita della Guardia di finanza, i due presunti usurai avrebbero fatto molta leva sullo stato psicologico delle vittime, e il sequestro dei passaporti avrebbe provocato conseguenze drammatiche per alcune famiglie, come quella di una donna che si era rivolta agli usurai per mandare i soldi alla figlia malata nelle Filippine, ma che al tempo stesso senza passaporto non poteva andarla a trovare.

Il Gip del Tribunale di Palermo ha convalidato il fermo e ha disposto la custodia cautelare in carcere della donna, mente il denaro e i gioielli sono stati sottoposti a sequestro preventivo. Ad oggi però, gli inquirenti stanno ancora sentendo le testimonianze delle presunte vittime dell’attività usuraria.