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Andrea Manerchia

"Le idee si trasmettono con le parole"


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Andrea Manerchia, portavoce provinciale Rete degli Studenti Medi di Palermo.

Ad attraversare la crisi sono anche gli studenti?
"La crisi colpisce gli studenti in maniera concreta. L'ultima manovra approvata ha tagliato agli enti locali e di conseguenza anche all'edilizia scolastica. Nel periodo in cui la crisi è scoppiata è arrivata la legge 133 che ha tagliato 8 milioni di fondi all'istruzione, settore determinante per il futuro di qualsiasi paese. Lo studente non è ancora visto come una categoria e davanti a noi vediamo solo precarietà".

Ancora il nuovo governo non ha avuto la possibilità di agire. Perchè siete scesi in piazza giovedì?
"Abbiamo manifestato per portare le nostre proposte, come quasi mai viene fatto. Stiamo portando avanti un progetto dal nome 'La scuola che vogliamo'. Vogliamo mettere le mani avanti, chiarendo subito al nuovo governo che situazione viviamo nelle scuole e le nostre necessità".

Vi siete dissociati dalle violenze di altri manifestanti. Perché?
"Se ci si arma di spranghe, che non era il caso di giovedì, e si distrugge una vetrina, da fuori le persone vedono solamente un vandalo. Le idee si trasmettono solo con le parole. Noi non abbiamo manifestato solo per esprimere un dissenso, che resta un diritto sacrosanto, ma anche per diffondere la nostra proposta, dietro alla quale c'è un lavoro molto, molto ampio".

E a Palermo, fuori dalle scuole, che crisi vivono i più giovani?
"In questo momento credo sia dovuta all'ignoranza, che va comunque ricollegata a un'istruzione inadeguata. La scuola è vista come un passaggio dovuto, quando in realtà dovrebbe essere il motore della società. Ma non solo. A Palermo i giovani si allontanano sempre di più dalla politica. Da un lato c'è chi non vede via d'uscita e che reagisce con la violenza, che non è uno strumento politico. Dall'altro chi non manifesta ancora ha idee, ma pensa che non ne valga la pena, tanto ognuno fa ciò che vuole".