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I 750 di Protezione civile, Arra e Arta

Cobas: "Sui precari Lombardo bluffa
Stabilizzazioni solo tramite concorso"



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Un bluff. Così può essere definita, secondo il sindacato Cobas Codir, la proposta di stabilizzazione dei 750 precari di Protezione civile, Arra e assessorato ambiente, prevista da un ddl discusso in giunta di governo qualche giorno fa. Questi dipendenti regionali, da circa due settimane stanno protestando, sostenuti dai sindacati Cgil, Cisl, Uil e Ugl per ottenere una assunzione attesa, per alcuni di loro, da circa 20 anni. Per il momento, l'esecutivo Lombardo ha assicurato la proroga di un anno di quei contratti, in scadenza il prossimo 31 dicembre. Nel frattempo, si dovrebbe procedere alle assunzioni.

Ma qui, secondo i Cobas Codir starebbe il bluff:  “Lombardo – scrive il sindacato - non specifica se questa stabilizzazione dovrà avvenire prospettando ai lavoratori precari interessati l’inquadramento nelle aree 'A' e 'B' (requisito che hanno al momento solamente i 29 lavoratori della SORIS – centrale operativa della Protezione Civile e circa 50 dipendenti, in servizio presso il museo di Centuripe e in alcuni Tribunali, esclusi però dalla maxi stabilizzazione dello scorso anno)”.

Insomma, la stabilizzazione, a norma di legge, potrebbe essere possibile solo per le categorie più basse. E non  terrebbe in considerazione le mansioni ricoperte finora da lavoratori che, è bene precisarlo, ricoprono in molti casi, ruoli di grande responsabilità e in alcuni casi possono vantare persino due lauree.
“Se le stabilizzazioni – proseguono i Cobas - dovessero essere promesse in categorie diverse da 'A' e 'B', l’Amministrazione sa bene che ciò potrebbe avvenire esclusivamente mediante un pubblico concorso con riserva, per i precari, non superiore al 40% dei posti disponibili (e quindi una stabilizzazione non per tutti)”.

Insomma, per mantenere le proprie mansioni, i precari dovrebbero partecipare a un concorso pubblico per 1875 posti. “In ogni caso – affondano i Cobas - con i rinnovi contrattuali passati e futuri bloccati, con le carriere sbarrate dalla delibera di Giunta del 13 settembre 2011 e con la minaccia di esuberi e mobilità, più volte strombazzati da Lombardo, appaiono lesivi e arroganti i continui tentativi di stabilizzare personale in categorie apicali o in seconda fascia dirigenziale con finti concorsi che taglino fuori i dipendenti regionali o i giovani disoccupati, esponendo consapevolmente l’Amministrazione a una montagna di ricorsi. Sarebbe, inoltre, un grave, evidente e inaccettabile torto nei confronti dei dipendenti di ruolo – concludono - che, in possesso dei titoli, attendono da più di venti anni di potere avere un avanzamento di carriera e dei 4600 ex contrattisti (moltissimi laureati e diplomati) che hanno accettato la loro stabilizzazione nelle uniche categorie possibili di 'A' e 'B' pur avendo titoli, professionalità e avviamento al lavoro in qualifiche superiori”.