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Al policlinico dopo il caso della biologa

"Nessuna emergenza Tbc"
Ma l'allarme non si placa


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mario la rocca, palermo, policlinico, tubercolosi, Cronaca, Palermo
Nessuna emergenza Tbc”.
Mario La Rocca, manager del Policlinico di Palermo, si dice sereno e smorza i toni dopo il caso della biologa dell'Istituto d'igiene, risultata positiva al test della tubercolosi, dopo essere rimasta fuori servizio per una settimana. La notizia ha subito allarmato i tanti pazienti che quotidianamente sono curati nei locali dell'azienda ospedaliera universitaria del capoluogo. “La biologa – dice La Rocca – non stava a contatto coi pazienti, quindi per loro non c'è mai stato alcun rischio. Non ci sarebbe stato motivo di fare controlli sugli utenti”.

Ad ogni modo, dal nosocomio si sono premurati di fare i dovuti accertamenti sui colleghi della donna e, in generale, su tutti gli operatori sanitari che erano entrati in contatto col laboratorio. “Abbiamo fatto uno screening su tutto il personale che gravitava attorno al laboratorio e i dati ci confermano che tutti i test sono negativi. D'altronde – prosegue il manager – si tratta di esami che per legge, da dieci anni a questa parte, tutti gli operatori sanitari sono obbligati a fare. Monitoriamo costantemente il nostro personale, al di là degli allarmi, o presunti tali del momento. Non c'è davvero nulla di cui preoccuparsi”.

Ma qualcuno non esattamente sereno c'è. "Siamo preoccupati certo, ma quanto basta, ancora non è detto che la biologa abbia contratto qui la tubercolosi”. A parlare è un dirigente del laboratorio di analisi, il dottor Filippo Nicolosi, che spiega:  “Io lavoro al piano terra, la biologa a cui è stato diagnosticato il batterio lavora al secondo piano di questo stesso edificio, al dipartimento Microbiologia. Già qualche giorno fa si vociferava della notizia ma alla fine abbiamo saputo tutto solo dalle pagine dei giornali e ancora sappiamo ben poco, aspettiamo notizie da sopra. Intanto siamo qui, a fare normalmente il nostro lavoro”.

Filippo Nicolosi, insieme al suo collega Francesco Furnari, spiega che loro ancora non sono stati sottoposti a nessun test: “Anche se in effetti, pur non lavorando a stretto contatto con lei passiamo ogni giorno il badge dove lo ha passato lei, transitiamo la stessa aerea ed è capitato spesso di venire a contatto con la nostra collega. Ancora non è detto che saremo sottoposti anche noi a test, tutto credo, dipende dai risultati che si avranno nei prossimi giorni. Se risulterà o meno che il batterio della tbc è stato contratto qui”. Nei corridoi del secondo piano invece i colleghi della biologa, che preferiscono non essere menzionati, sono categorici: “Non siamo affatto preoccupati, scientificamente non si può esserlo, prendiamo delle misure cautelari tali che non temiamo affatto per la nostra sicurezza. Stiamo continuando a svolgere il nostro lavoro con la massima serenità”.