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La retata con 21 arresti a Carini
Le intercettazioni in un dossier di "S"


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La mafia a Carini sopravvive alle indagini. L'operazione dei carabinieri che nei giorni scorsi ha portato in carcere 21 persone svela che a gestire il clan era Calogero Passalacqua. A ottant'anni suonati, dopo averne trascorsi dieci in carcere, il padrino aveva ripreso in mano lo scettro. Ai suoi ordini rispondeva un esercito di picciotti che teneva sotto scacco il territorio. Pizzo, assunzioni nei cantieri, traffico di droga: uno speciale di S svela tutti i retroscena dell'inchiesta. Il dossier sarà allegato al mensile in edicola da sabato, ma è già disponibile on line al prezzo di un euro e 49 centesimi. Oltre cinquecento pagine di intercettazioni ricostruiscono i summit alla pescheria di Vito Caruso al bivio Foresta, le riunioni nell'abitazione del padrino in pieno centro, il controllo degli appalti per conto della Forestale, la fuga in America di alcuni affiliati. E svelano pure i retroscena di alcuni omicidi commessi a Carini e i venti di guerra che soffiavano sulla cittadina in provincia di Palermo. Decisivo il ruolo delle donne. Margherita Passalacqua, la figlia del capomafia, usava un linguaggio duro per farsi rispettare. Ed ancora: le indagini tracciano una quotidianità segnata da soprusi e violenza. Dall'impiegato di un bar a cui avevano già scavato la fossa all'automobilista che andava punito perché il volume della sua autoradio disturbava il sonno della figlia di un uomo d'onore.