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Palermo, dispute cimiteriali

Rotoli, lite legale per gli spazi


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cimitero dei rotoli, class action, Cronaca, Palermo
Al cimitero dei Rotoli di Palermo sta andando in scena una piccola battaglia legale per difendere gli spazi che i concessionari hanno ottenuto dal Comune per far riposare in pace i propri cari. Ma tra sassi che cadono da Montepellegrino e carenza di posti, da agosto l’amministrazione comunale ha deciso di occupare alcune tombe in via provvisoria. La cosa è stata mal digerita tanto che una ventina di proprietari ha deciso di rivolgersi allo studio legale Palmigiano di Palermo per avviare una sorta di class action.

In attesa della sentenza di merito, il Tar si è già espresso rigettando la richiesta di sospensiva presentata da parte dei ricorrenti. “La sospensiva ha un carattere di urgenza che il Tar non ha riconosciuto dal momento che si tratta di un provvedimento provvisorio”, spiega l’avvocato Alessandro Palmigiano che sta seguendo la causa. La battaglia, però, continua. Getta acqua sul fuoco Gabriele Marchese, responsabile comunale dei servizi cimiteriali: “Entro gennaio verranno liberati i primi 60 posti (in tutto i loculi privati utilizzati dal Comune sono 109, ndr). Abbiamo iniziato a rimuovere le salme provvisorie già a partire da ieri, 23 novembre”. Non solo. “Non disturbiamo più i privati da circa un mese dal momento che nel campo di inumazione si sono liberati i posti e le vecchie salme ormai mineralizzate sono state trasferite in celle più piccole e ossari”.

“D’altronde – si difende Marchese – il codice civile e il regolamento comunale ci autorizza ad utilizzare in casi di necessità questi spazi in maniera temporanea”. Ma per l’avvocato l’emergenza è ormai una prassi consolidata. “La carenza di posti – osserva Palmigiano – risale al 2006 e da sempre cadono sassi da Montepellegrino causando l’interdizione di una parte del cimitero. Non si capisce perché Palermo non faccia come negli altri comuni dove, per tamponare l’emergenza-posti, si procede con la creazione di loculi pre-fabbricati”. Ma qui si preferisce bussare alla porta dei privati.